sabato 23 marzo 2019

In verità...

...in verità vi dico: la trama di un romanzo dovrebbe restituire al lettore una visione del mondo. Se davvero (ma proprio, sul serio, dopo un severo, lungo, ed approfondito studio del libro, risalendo per esempio a tutte le fonti ricostruite rintracciabili) il lettore giunge senza speranza alla conclusione che essa non c'è - posto che un mondo ridotto a schegge di specchio conficcate nella carne, da cui si ricavano solo frammenti di immagine irriflessi sul corpo, potrebbe essere proprio la visione di cui si è alla ricerca - allora il problema sarebbe davvero grave. Ma talvolta è il lettore che non trova la sua ordinata visione del mondo nel libro che legge. Montaigne ebbe in orrore il saltellare e svolazzare del Furioso da una vicenda all'altra come un uccelletto di ramo in ramo perché fu convinto fosse il segno di una trama debole. Fu sordo alle spiegazioni di Ariosto stesso, ed evidentemente non conobbe - o fece mostra di non conoscere - l'entrelacement francese di certe chansons de geste e di certi romanzi cicli di romanzi in prosa francesi del XII secolo ed oltre. Di nuovo bisogna anche intendersi su "visione del mondo". Intendete un'immagine coglibile tramite un onnicomprensivo coup d'oeil ed ordinata, una vera "Ansicht" cosmica? Quella potrebbe essere la vostra visione? Intendete qualcosa che vi lascia infine una speranza inoppugnabile? Non è detto che tutti sperino. Cosa intendete col sintagma "visione del mondo"? Insomma, alcuni potrebbero creder vero che uno stile pieno sia un equilibrio instabile, perché dovrebbe avere perennemente in corso il proprio superamento.

Le dinamiche...

...della mirabilmente complessa società umana attuale, dissolte in acido acribico, tendono a somigliare a quelle di un branco.

giovedì 21 marzo 2019

Il problema...

...filosofico ha sempre da essere invariabilmente "morale"; e si può immaginare una sua successiva mutazione in "metafisico".

Invero...

...si può affrontare in uno scritto particolare il problema specifico - ma una specie di un genere superiore può essere genere di una serie di specie inferiori - dell'arte proprio al fine di spiegare che essa è soltanto una sovrastruttura (Überbau) della società altrettanto particolare che la esprime. Ossia, Karl Marx non era obbligato a non scrivere di "estetica".

mercoledì 20 marzo 2019

"Bisogna...

...pur vivere". A voler guardare proprio il microdettaglio, no. Solo alle proprie condizioni: è una scelta possibile.

martedì 19 marzo 2019

Finale...

...di qualcosa che verrà poi: "...insomma, il sospetto è che uno stile pieno sia un equilibrio instabile, giacché dovrebbe avere perennemente in corso il proprio superamento".