lunedì 15 luglio 2019

In un pensiero...

...come quello prevalentemente umano, che ama disciogliere i nodi problematici per opposizioni di preconcetti poli negativo / positivo, per esclusioni e maggioranze binarie, se il "maschio" è fisicamente più forte, il sesso contrapposto e separato deve essere distinto rispetto a quello dall'avere in misura superiore saldo e robusto ciò che è l'altra faccia, ossia le qualità legate al cervello: dunque pertienegli come obbligo possedere, ed anzi aver proprio, il carattere ideale, dell'intelligenza. Non è colpa di colui che espone: trattasi di pena derivante dalla richiesta razionale che defluisce dalla medesimissima "logica" u(o)mana. Per fortuna il metodo di coloro che abitano l'Elide non è afflitto da sempliciottismo, ed erige il pensiero speculando in partenza sulla base di sin[g]oli che si complicano ulteriormente col procedere del tempo.

sabato 13 luglio 2019

Dai "quaderni"...

...(111) 114 e (106) 109 di annotazioni ai Grundisse marxiani, edizione italiana. {pagina 113, 12 - 4: "così come in origine il prodotto trasfor|mato [sottolineatura mia: nota] in valore di scambio, se non viene realmente scambiato, cessa di essere prodotto"}. In senso marxiano. Di certo non in senso etimologico. Si può dire dunque che è sbagliato in un senso. Ma anche in senso più latamente economico, l'oggetto prodotto non cessa di essere tale, poiché disponibile per l'autoconsumo: "regredisce" dunque a valore d'uso; la sua qualità di prodotto è tale non come oggetto di scambio, ma perché: a) sempre oggetto; b) sempre consumabile fino alla distruzione (Hegel). Tale oggetto non si deoggettifica, e non diviene "improdotto", neppure se inizialmente pensato per lo scambio, perché è sempre oggetto, ossia mi giace avanti; allo stesso modo, essendo tratto con un lavoro in una forma, è valore d'uso non - inerte}.

Fare certe...

...cose, svolgere attività "determinate"- pure l'infinito è determinato dal fatto di trovarsi oltre il concluso - senza compenso monetario, è un "operare disinteressato"? Se si definisse "interesse" unicamente quanto genera un "ritorno" (accresciuto) in moneta, cioè limitandosi ad una prospettiva crematistica, allora sì; se invece "avere interesse" in una operazione è fare "ciò che t'interessa, ti piace, ti coinvolge e puranco sommerge" nella focalizzazione, allora un eseguire in sequenza finalizzata - ma il fine può trovarsi in fondo ad una strada tortuosa somigliante ai cambiamenti del percorso di marcia del generale Garibaldi che s'allontana da Roma nel 1849 - alcune procedure può circoscrivere medesimamente un agire "interessato" abbenché non ti riempa il borsello.

venerdì 12 luglio 2019

Vi sono...

...milioni di umani, signori, intimoriti alla sola vista di un altro "simile", per la sua semplice presenza, per il fatto che sia percetto. Ed il timore non è l'ultimo stadio: taluno sarà sinanco impanicato, senza che voi abbiate fatto alcunché.

giovedì 11 luglio 2019

Una...

...mania che l'elideista non sopporta di Nietzsche (se non l'unica, tra le poche) è la tesi: "i grandi hanno rapporti solo coi grandi". E' la tipica tesi di colui che vede soltanto i "grandi" riconosciuti ai suoi - od anche soi - tempi; tra l'altro sicuramente contestandone alcuni, cambiando persino idea lui stesso circa il perimetro col passare del tempo (voir le cas Wagner ad esempio). Peccato che i "grandi" mutino nel tempo (e non farò nuovamente il nome di Ennio). Si tratta perciò della tipica tesi, probabilmente, di chi nonostante tutto ha studiato troppo (poco). Per fortuna il mio animo altero - onde citare una traduzione dell'Odissea - trae sollievo dalla constatazione che Emmanuel Levinas, nonostante la citazione polemica della elisabettiana (Nietzsche) volontà di potenza, comicamente col fratello di quella condivideva tale opinione troppo umana.

mercoledì 10 luglio 2019

Al momento...

...miei cari, la vostra sensazione di dominio della natura eccede l'effettivo; perciò anche potete fuggire: ma se siete andati temporaneamente ad abitare su di una piccola isola ai piedi di un vulcano attivo - praticamente su un vulcano, poiché un vulcano insulare è la parte superiore di un vulcano più alto, quella visibile al di sopra delle acque, si può ben dire - non potete poi pretendere che stia soltanto lì a fare da sfondo sbuffante e cromolitografico alle vostre fotografie, che nella maggior parte dei casi non sono solo piatte per un limite fisico del supporto. Dunque, anche se è comprensibile che voi, da Edith in ferie, siate corrucciati per la violazioni dei vostri sacri diritti vacanzieri, credo non possiate far altro che fuggire, dato che per qualche milione d'anni ancora la natura farà ciò che vuole, probabilmente.

martedì 9 luglio 2019

E così...

...piuttosto che non dare, in mancanza di altro, la dose quotidiana del necessario "pensiero positivo che ci salverà (come, cedendo per una volta all'orrendamente pervasivo paragone calcistico, nelle dichiarazioni stupidamente ossessive rilasciate continuamente dopo un certo mese del 2004: "Questa vittoria della nazionale greca di calcio rilancerà l'ottimismo nel paese e farà crescere l'economia"; come infatti s'è visto confermato dagli anni successivi di sanguinose catastrofi veramente economiche, e non retoriche in senso negativo, perché il risultato di bilanci truccati e "terapie d'urto" non è ricaduto sui milionari greci che, intervistati a Cortina d'Ampezzo sulla situazione risposero: "Perché, c'è la crisi? Non me ne sono accorto." Altro che patria, πατρίς.)", dopo aver scovato le prove che Michelstaedter s'è suicidato perché era pazzo e lo sapeva; ecco che l'uomo franco - nichilista viene rivelato (e non si rivela, come anche Levinas pare amasse formulare circa i suoi dogmi) quale infine ravvedutosi. Come inevitabilmente ravvedutosi. Montaigne notava quel passaggio di Platone nella Apologie secondo cui di fronte ai grandi pericoli gli esseri umani riscoprono (all'indicativo) la potenza divina. Ovviamente a disposizione per salvare proprio loro. Un autentico dio personale. E quale pericolo più terribile dell'inevitabile ultimo grado? Infatti non ha molto senso dire che la parola "speranza" non viene dalla paura della morte, bensì dalla parola biblica ("nobilitata" dall'articolista col giovanneo Logos greco in lettere latine, come le dieci parole della "eterna" lingua latina che in realtà ha solo qualche migliaio di anni, quindi è come l'infinito che può essere il "vero" senza - termine oppure solo quel punto abbastanza distante perché il cervello umano debba sostituire ad un'immagine contornata potenze numeriche ed una linea) poiché la Bibbia è solo uno dei più antichi - e non "il più antico": Wissenschaft des Judentums, ma senza intenti stragisti eventuali - antidoti alla paura della morte creati dall'uomo per l'uomo, crogiuolo sopravvissuto delle esperienze circostanti destinato anch'esso ad estinguersi prima o poi come organismo concreto e "completo". Dunque cos'è questo scritto raschiato dal fondo del nulla dell'essere? La parte ultima di una strategia da lotofagi - episodio brevissimo tra l'altro nell'Odissea che serve a marcare la prima tentazione (la seconda, dopo il banchetto coi beni del sacco, transizione dallo stato di guerrieri che tornano a quello di erranti nel mare) cui Odisseo debbe sottrarre i suoi compagni. La propaganda della narcosi appunto discendente dal "pensa positivo", dato che in questa "visione" la speranza non può non avere la meglio persino sui più pessimisti, colla sua concreta ed effettivamente mondana (si potrebbe dire protestante) irresistibilità. Almeno così si muore di fame di freddo e di sete col sorriso sulle labbra senza disturbare gli eletti con immeritate richieste.