sabato 26 ottobre 2013

Haydn (Della tradizione XIV).

L'immancabile "orecchio" e la sua proiezione storica.
Nell'opera 93 c'è un passaggio dell'orchestra che fino ad un certo punto ne richiama un altro ben più circolante.
Un orecchio con buona "memoria" deve subito fare il collegamento e disporre la catena della voluta citazione e della altrettanto cosciente, volontaria variazione.
Così in prosa ed in poesia sul versante
"creativo" e su quello meramente critico (in valenza piena e non deficiente di una parte); così ci vuole orecchio per il disegno, per la grafica e l'incisione, per la storicità temporalmente bidirezionale della scultura e dell'architettura, non notwendiger vigile, ma anche subconscia ed inconscia.

Nessun commento:

Posta un commento