martedì 8 ottobre 2013

Punto.

E' importante notare, secondo il classico procedimento "elideistico" (le virgolette sono un artificio per sottolineare che non voglio certo dire di avere inventato io questa sottolineatura, ma che voglio riportarla al centro ovunque, anche affrontando il più misconosciuto degli autori in ombra: e qui si tratta di un tema rilevante in cui è invece coinvolto uno dei pensatori più importanti della storia umana ) di contestualizzazione dell'autore nell'epoca, - ed anzi, degli autori nelle epoche, con il fatto che ci troviamo di fronte ad una continuità secolare - che la retorica dopo Aristotele è filosofia.
Già il fatto che facesse parte di un sistema sofistico (Ippia di Elide come fondatore del sistema delle artes liberales? O della considerazione delle varie artes liberales come parte di un sistema?) indica qualche cosa; ma anche tralasciando di dare forma descrittiva al concetto dell'Elide come patria dell'umanesimo, non si potrà negare che il corpus aristotelico voglia essere un sistema di filosofia; e non si vorrà negare che di tale corpus, e conseguentemente del sistema filosofico, facciano parte Poetica e Retorica.
Ripartire da tale punto, riconsiderare le fonti di determinate discussioni, le fonti di determinati autori.
Esistono teorici dell'arte (nel senso che si dà oggi alla parola arte) ed esistono artisti solo "pratici"; ma esistono artisti che cercano di giustificare con una teoria la propria pratica artistica.
Nel XVI secolo più d'uno, e so di ricerche sul Novecento.
Punto.

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