mercoledì 2 ottobre 2013

Sulla finanza.

Circa il tema, decisamente torrido negli ultimi anni, le osservazioni da fare sono relativamente poche, e racchiudibili in uno spazio non eccessivo:
1) Oggi alla Finanza si muovono da più parti accuse pesanti;
2) gli effetti di cui siamo oggetto sembrano sostenere la validità di tali accuse.
Indubbiamente la crisi economico - finanziaria (etimologicamente, assai più economica - cioé riguardante i beni e l'agiatezza della "casa" privata - che finanziaria, ossia riguardante i livelli istituzionali di vario tipo, dato che essi sono appositamente nella medesima situazione del primo pagatore dell'IVA, su cui si scaricano solo in minima parte gli effetti dell'imposta, mentre il carico più pesante ricade sul cittadino, che invece ricopre il ruolo del pagatore ultimo dell'imposta) è dovuta all'utilizzo degli strumenti finanziari; ma:
a)gli strumenti in sé non hanno colpe;
b) gli inventori di tali strumenti hanno colpe nella misura in cui, pur trovandosi in una posizione conoscitiva privilegiata, si sono eventualmente "ingreggiati" al resto degli operatori.
Ovvero: se, per fare un esempio, rileviamo che una parte del problema sono (mettiamola per il momento così) i covered warrant, che amplificano le perdite dell'investitore in caso di errata valutazione, osserveremo prima di tutto, per concessione, come un qualsiasi giornalista finanziario consigli, in caso di investimento in uno strumento finanziario del genere, l'adozione di un limite massimo di tolleranza delle perdite (stop loss); in secondo luogo faremo l'osservazione più importante, ossia che un covered warrant è uno strumento concepito inizialmente come mezzo anti speculativo, come garanzia (warrant) dell'investimento.
In primis, il warrant dovrebbe essere comprato in associazione con un sottostante (una azione, in genere: Azioni ENI hanno associato un covered warrant ENI  ), e teoricamente non da solo; in secondo luogo, dovrebbe coprire l'investimento nel sottostante.
Ciò è possibile in quanto:
1) esistono warrant call (che guadagnano valore all'incrementarsi del valore del sottostante - i quali, a voler guardare hanno senso in una condizione e non in un'altra -) e
2) warrant put (che incrementano il valore al crescere della perdita del sottostante: i quali dovrebbero essere quelli più frequentemente usati, in quanto in genere si investe sull'incremento del valore nominale / facciale ).
Dunque, se si investe su di una azione nella convinzione che il suo valore nominale sul mercato crescerà, il warrant che più logicamente (in coerenza colla natura protettiva dello strumento) si dovrà comprare sarà il warrant put dal valore più prossimo a quello d'acquisto dell'azione sul mercato, in modo da guadagnare col warrant in caso di perdita di valore del sottostante; poiché inoltre i warrant hanno una scadenza, quello dovrebbe anche essere l'orizzonte d'investimento di chi ha impiegato il capitale.
Ciò servirebbe anche ad evitare la necessità della mediazione sulle perdite compiuta con acquisti ulteriori del titolo a prezzi più bassi dei precedenti.
In secundis, si deve evitare di comprare un warrant senza sottostante.
In tertiis, la procedura che garantirebbe in modo totale il funzionamento dello strumento secondo i suoi scopi sarebbe:
a) acquisto di una determinata quantità di azioni;
b) acquisto di una quantità di warrant put sufficiente a coprire le perdite derivanti da una discesa intesa come sopportabile entro un determinato orizzonte temporale;
c) acquisto di una quantità di warrant call sufficiente a coprire guadagni equivalenti alle perdite di cui al punto b entro il medesimo orizzonte temporale.
Il risultato sarebbe una totale neutralità dell'investimento.
La crisi non è dunque dovuta alla Finanza ed ai suoi strumenti, ma all'uso che ne viene fatto.
Se si associa ad una azione in ribasso un warrant call, il risultato sarà una intollerabile amplificazione delle perdite; come la medesima associazione produrrà un'identica intollerabile amplificazione dei guadagni in caso di incremento del valore nominale del sottostante. Ma l'errore tipicamente umano che è stato compiuto anche in questa crisi è quello che ha dato il primo tipo di amplificazione: errore compiuto non solo da piccoli investitori.
Il reverse floater, strumento oggi scomparso da sotto i riflettori, doveva svolgere la medesima funzione di un covered warrant put, e i credit default swap sono strumenti concettualmente identici costruiti per tutelare gli investitori dai fallimenti.
Dunque, certo la Finanza è Malvagia, quando diviene una leva della crematistica, e puramente d'essa, attraverso un utilizzo "contro natura" di mezzi edificati ad altro scopo.


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