venerdì 15 novembre 2013

Idiozia.

Idiozia della ricerca, ovvero come un lavoro che è prima di tutto per chi lo fa un piacere, assorbendo tutte le risorse di attenzione di chi quella ricerca sta portando avanti, gli permetta solo con una intermittenza in cui gli inserimenti dell'esterno si verificano unicamente ad intervalli di ore il ricordare gli incontri, fissati o potenziali, col resto dell'umanità.
Idiota è colui che si interessa delle proprie cose esclusivamente (idiotes), quindi è perfetto per la situazione.
Indica pure che non esiste una parola che fosse un insulto ab origine (ignorante è colui che non sa, imbecille è il debole, deficiente è colui che manca di qualcosa, etc.).

giovedì 14 novembre 2013

mercoledì 13 novembre 2013

Flanerie II.

Pericoli del praticare quanto a titolo: poiché la mente nei trasferimenti (sì, anche rallysticamente parlando) saltella di oggetto (in senso tecnico) in oggetto seguendo le impressioni sensibili, senza la congestione di un elaborare focalizzato, diviene quasi certezza che il pensiero fisso, non più affondato da quel peso, violentemente riemerga dal subconscio - perché l'Io in un certo modo lo sa - coll'aiuto di quel fenomeno su cui si scorre, e con un riversone affermi dolorosamente la propria immutata potenza.

martedì 12 novembre 2013

Domanda.

La prima comparsa di qualcosa è quando compare colla propria forma, o quando tutti se ne accorgono?

Il punto.

E' ormai assodato: la mia curiosità è locopatica (e la lettura di "loco" come pazzo, mi è perfettamente presente, ma reagisce sottotraccia col significato di "affetta" - e quindi indirizzata - dal luogo in cui si trova).

lunedì 11 novembre 2013

Poetica secolare (Tradizione XVIII).

Giulio Natali: "La vita e le opere di Pietro Metastasio", pagina 27: "il diritto del poeta [...] di dare lieto fine alla favola tragica".
Questa possibilità, prospettata dal critico come una coraggiosa novità di Metastasio, era già stata avanzata da Giraldi Cinzio due secoli prima, in teoria ed in pratica.
"Sull'utilità della storia per la critica".

La galera (Tradizione XVII).

Giulio Natali "La vita e le opere di Pietro Metastasio", pagina 16: "Ma la sua gran vena era inaridita: in quest'ultimo periodo non  compose altri melodrammi che Il trionfo di Clelia (1763), Romolo ed Ersilia (1765) [...] Il Ruggero (1771)".
Definì Giuseppe Verdi il periodo dopo il Nabucco "anni di galera": anni in cui musicò libretti patriottici o di tema religioso - combattivo perché il successo del Nabucco l'aveva chiuso nella galera di quei temi.
Qualsiasi autore di successo ha la sua galera: se è fortunato, postuma; altrimenti, già in vita.
Così per Metastasio.
Ammettiamo pure che la sua vena si fosse inaridita; ma Natali sembra istituisca un parallelo pregiudiziale fra il non scrivere più libretti e l'inaridimento della vena poetica.
L'elideismo è la pratica della lettura a tappeto dell'opera di un autore proprio come tentativo di rompere le sbarre di una galera che per gli autori di livello è certamente ingiustificata, e per i non massimi è da verificare con molta, assai, tantissima pazienza.
Questo schema fa il paio con quello che vuol vedere le opere "minori" di un autore unicamente come lavori preparatori del suo riconosciuto vertice.
Cercando bene si troverà anche altro.

Fortuna di Virgilio...(Tradizione XVI).

...sfortuna di Omero.
A conferma indiretta del fatto che a parole Omero è da tutti riconosciuto grande, ma poi ci si rifà sempre a Virgilio, potrò sbagliarmi, ma persino certe storie della musica sono divise in dodici volumi, come i dodici libri dell'Eneide.
Gli stessi teorici cinquecenteschi italiani dell'ottimo poema proclamavano la bontà di Iliade ed Odissea, ma poi muovevano critiche negative al costume (linguaggio, situazioni etc.), e finivano per esaltare Virgilio come modello di poeta senza i difetti del pur grande Omero, quindi proponendolo come esempio di poeta "civile", senza macchie o quasi (in questo diversamente da certe critiche che erano state mosse al poeta di Andes nell'antichità, per cui si può vedere Gianbiagio Conte: Virgilio, l'epica del sentimento).
La sostituzione di Trissino a Dante, Ariosto ed altri (in realtà non avanzata con decisione) da parte di Gravina nel Della ragion poetica non ebbe nella sua epoca altrettanta fortuna.

Cura.

Prefazione alla ristampa anastatica del Toscanello in musica di Pietro Aaron: "Dai titoli sopracitati risulta infatti che la seconda edizione è una cosiddetta stampa riveduta, alla quale l'autore ha apportato un' 'Aggiunta'. Vista la grande importanza che si deve attribuire all''Aggiunta' di Aaron, è logico che una stampa in facsimile della prima edizione del Toscanello sia meno interessante di una [...] della seconda".
Questo con attenzione: dopo il titolo bisogna controllare che il testo pre - 'Aggiunta' sia identico nella seconda edizione a quello della prima, senza tagli od ulteriori addizioni, fatto salvo il raffronto di tutti gli esemplari dell'impressione come da criteri della filologia dei testi a stampa per i testi almeno fino al tardo XVIII secolo, in quanto sembra da quanto scritto che il minore interesse sia dovuto al fatto di ritenere la prima edizione in tutto identica alla seconda salvo l'aggiunta. Parla infatti solo dei titoli, e non porta altri elementi a sostegno dell'indifferenza testuale del volume della prima edizione rispetto alla seconda.

mercoledì 6 novembre 2013

Imitazione (Tradizione XV).

Stefano Zenni Storia del jazz, pagina 46: "E in accordo con il criterio estetico africano secondo cui a volte gli strumenti imitano le voci".
Ricerca su influenze abbastanza antiche o sulla poligenesi: ricordo infatti il registro d'organo detto "voce umana".

Perito.

Altamente capace in una disciplina equivale a morto ?

Fede.

Una parola il cui significato prevalente si è rovesciato: un tempo la fede era in primo luogo l'obbligo di rispettare la parola che noi avevamo data; oggi è prima di tutto obbedire a quanto stabilito dalla Parola di un Altro.
Una potenziale deresponsabilizzazione, come per tutte le leggi.

Nota alla pagina 190...

del Trattato dell'argomentazione di Chaïm Perelmann e Lucie Olbrechts - Tyteca.
"Giudizi di valore ed anche sentimenti puramente soggettivi possono essere trasformati in giudizi di fatto per mezzo di artifici di presentazione".
Osservo, o meglio, mi domando: [1] soggettivo è la parola. Il cosiddetto oggettivo non è forse una generalizzazione del soggettivo?