mercoledì 30 luglio 2014

Danese Cataneo (La genealogia dello sterco II / Tradizione XXVI).

Dell'amor di Marfisa III li, 3: "Il norvegio è il minor, che Argante ha nome"; id. III li, 5 - 6: "Bianco è il Suetio, e biondo barba e chiome, / detto Germando". Vedi Torquato Tasso anni dopo, anche se è Gernando ad essere norvegese. Ciò contro il parere di Vincenzo Vivaldi che nel suo libro "Sulle fonti della Gerusalemme liberata", avanza la candidatura di Argilante, personaggio dell'Angelica innamorata di Vincenzo Brusantini ma, probabilmente avendo potuto poco dedicarsi a Gernando, non vede, nel suo specifico capitolo sulla contesa fra Rinaldo e Gernando, il rimando altrimenti evidente al Dell'amor di Marfisa, chiaramente trascinato da quella che poté considerare una variante del nome del personaggio di Brusantini, "Argante", a VII xxvi, 2, essendo che lo stesso Argante è chiamato poco più avanti, ossia a XXX, 1, anche Arganto - benché "Argante, di Granata successore" sia personaggio differente dall'Argilante che al canto XXXIII viene "di strano paese" ad aiutare Phileno nell'assedio di Buda - che lo spinge a pensare Tasso abbia creato ex nihilo, in quanto grande poeta, almeno il nome di Gernando. Vivaldi aveva indicato vari punti di contatto, e quindi il debito ben oltre il titolo del poema, fra la Gerusalemme e l'Italia.

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