lunedì 7 luglio 2014

Divina Commedia.

Uno dei pregi dell'opera di Durante degli Alighieri è la varietà, per cui nella prima cantica aveva superato con più di trecento anni d'anticipo Giovanni Carlo Coppola; quest'ultimo ne Il Cosmo XVII, chiude l'ottava XXVIII così: "e per mezzo de l'acque aperto il core, / mandò quell'alma all'eterno ardore". Ora, la topografia della Commedia avrebbe pur potuto suggerire: "mandò quell'alma al sempitern dolore", dato che l'Alighieri almeno nella rappresentazione dell'Antenora si allontana dallo "scarabocchiare" una distesa di fiamme, secondo la più scontata rappresentazione degli inferi basata sulla Gehenna presente anche nei Vangeli e, per esempio, dipinge una distesa di ghiaccio.

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