mercoledì 9 luglio 2014

Galileo I.

Qualcuno si lamenta che l'Italia non sia orgogliosa del frutto più maturo del proprio Rinascimento, di un musicista e letterato fra i migliori scrittori in lingua italiana, conoscitore della classicità: costui è Galileo.
Conclusione, si potrebbe dire: è pure fisico.
Lasciamo da un lato le partizioni in epoche.
Intende orgoglio sterile quello che ha per centro Raffaello.
Lasciamo indietro le dispute su chi sia il Pittore e sull'eventuale utilità dello studio della prospettiva per le matematiche (plurali).
Intende che anche chi non conosce Virgilio e non traduce Omero può avere una alta capacità di pensiero critico.
Definire "critico".
Intende correttamente la cultura come integrale, umanistico - scientifica.
Quasi sempre.
Perché càpita affermi che in Italia cultura sia ahimé (proprio) musei ed opere liriche, e che non in quest'ultimi fenomeni sia la cultura.
Cioé accade che gli sfugga una desiderata coincidenza fra cultura scientifica e cultura in toto.
Dove la cultura umanistica sia un supporto grammatical - sintattico ad una scrittura chiara e distinta con appena qualche orpello lessicale ed una citazione di Virgilio a pro dello stupore dei colleghi stranieri?
Ma le culture sono ben più di due: si vedano i differenti ambiti di definizione fra sociologia ed antropologia etc.
A volte sembra di risentire la questione di cultura uguale a progresso, colla supposizione che la cultura umanistica non progredisca.
Quando viene lamentata la mancata disposizione italica all'argomento ed al controargomento, si tende a dimenticare che quello è il campo da cui (e per cui) sono nate le discipline dialettica e retorica, e che la logica è prima di tutto uno studio generale del discorso: la parola "dialettica" ad oggi è abusata, e quella "retorica" acriticamente disprezzata..
La scienza esatta è nata in Italia.
Perfetto (per quanto io sappia che alcuni richiamano per ciò un certo Bacone, o Newton: ma già da secoli è in atto la discussione se si debba preferire l'iniziatore od il perfezionatore).
Personalmente, sono orgoglioso di Galileo, che era anche musicista.
Suo padre (Vincenzo Galilei) e suo fratello erano musicisti.
E l'esperimento del pendolo riguardava il ritmo.
Nessun dubbio che la cultura scientifica giovi: sarebbe utile che si sapesse trattenerla.
E non solo quella. Anche perché Galileo scrisse pure in latino, e se vi dicono che leggere un'opera in traduzione equivale a leggerla in "originale" (e su cosa sia "originale" la discussione sarebbe lunga), non credetegli.
Mi rimane da dire che la prima organizzazione di ricerca scientifica statale della "nostra" cultura nacque ad Alessandria d'Egitto e, con tutti i suoi limiti (la geografia di Tolomeo, le misure della terra di Eratostene), si chiamava: Museo.
E sì, una cultura integrale (integrali inclusi) è la via ideale, più che qualcosa di pienamente realizzabile.
Si tenda quindi, si tenda al Museo.

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