giovedì 10 luglio 2014

Manipolazioni e opinione.

Scrive Niccolò degli Oddi nel suo Dialogo (Dialogo di don Niccolò degli Oddi padovano in difesa di Camillo Pellegrini, uno dei testi facenti parte della fitta polemica sulla preminenza da assegnare all'Orlando furioso oppure alla Gerusalemme liberata che caratterizzò la fine del XVI secolo letterario): "Il negare degli Accademici la differenza tra il romanzo e l'eroico [...] Ma non posso fare di non maravigliarmi che questi signori Accademici si diano a negare cosa, della quale si leggono tanti belli discorsi de' più belli ingegni d'Italia, e massime de' signori Giovanni Battista Giraldi, e Pigna". Questo degli Oddi per tramite del personaggio di Bartolo Sirilio.
Qui si afferma che Giraldi e Pigna propugnassero la differenza fra romanzo cavalleresco e poema eroico.
Ora, il Discorso dei romanzi  di Giraldi ed il volume de I romanzi di Pigna, sostengono per tutto il tempo esattamente la tesi che romanzo cavalleresco e poema eroico sono la stessa cosa, fatta la tara all'epoca non classica del romanzo e quindi alla differente tradizione.
Si tratta di impegnarsi nella manipolazione.
Così per l'attuale disputa se i buoni fra palestinesi ed israeliani siano gli uni o gli altri.
 L'impressione è quella di due opinioni pubbliche "felicemente" gabbate dalle proprie dirigenze politiche che giocano al genocidio sempre intrapreso e mai portato a termine per poterlo sfruttare una prossima volta.
Educazione parallela all'odio dell'altro sistematicamente perseguita per almeno ottacinque anni: un nemico sempre disponibile è utile.
Educazione parallela, manipolazione parallela di un buon numero di cervelli.

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