venerdì 29 agosto 2014

Babilonia distrutta II xxxiii, 5 - 8 (Proposte filologiche III).

"Ti fea d’incerte voglie un seme strano, / e fredda, e calda, e pallida, e vermiglia: / quasi pugnando entro il suo dubio core / l’honore, il gelo, e l’amoroso ardore". Proposta: "Ti fea d’incerte voglie un seme strano, / e fredda, e calda, e pallida, e vermiglia: / quasi pugnando entro il tuo dubio core / l’honore, il gelo, e l’amoroso ardore". Direi che si tratta di apostrofe dell'autore al personaggio che serve a sottolineare lo sviluppo imprevisto della "cacciatrice che diviene preda".

Nessun commento:

Posta un commento