mercoledì 20 agosto 2014

Dell'amor di Marfisa VIII lxxii, 5 - 8.

Questi cavalli a mille altri guerrieri / dà in guardia, e non gli lascia andar più avanti; / perché i silenzi lor non impediti / sian dal lor calpestìo, da i loro hinniti. Uno "sfacciato" latinismo (persino morfologico) in rima, e otto canti senza uno straccio di battaglia: ecco un indizio ("narrativo", non linguistico) che Danese Cattaneo è un trissiniano (nell' Italia liberata da' gotti in sei libri abbondanti c'è appena una rapida giostra: sei libri abbondanti vuol dire più di seimila versi); ecco anche perché l'autore non ha finito di lavorare al poema e non l'ha pubblicato: il lettore medio in un poema cavalleresco vuol sangue e teste mozze a profusione, altrimenti si annoia. Questo anche se l'Italia è un poema eroico e il Dell'amor di Marfisa una giunta all'ariostesco Orlando Furioso (Come il Ruggino di Spalenza).

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