mercoledì 20 agosto 2014

Ordine.

Lessi sulla "Società degli individui" numero 49, pag. 33: "acquista senso alla luce dell'idea di un ordine generale dell'esistenza". Per l'appunto, ciascuna società ha pensato (e pensa) che ci fosse (che ci sia) un ordine generale dell'esistenza, ma intendendo sempre che fosse (che sia) il proprio, magari "insignificantemente" diverso da un altro anche per colui che lo espone, ma le cui "insignificanti" differenze dall'altrui ordinamento sono proprio quelle cui non è disposto a rinunciare, essendo che lo individualizzano rispetto agli altri. Ciascuna società (stato), di conseguenza, si proietta nell'eternità, vedendosi semmai in espansione fino alla coincidenza colla totalità delle terre, solo come possibilità sistematicamente rimossa destinata a scomparire nel flusso della storia. Vedi Storia / Stato / Spirito in Hegel.

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