lunedì 1 settembre 2014

Facili profezie. (Anatolia VII).

Pare che Putin abbia proposto la creazione di un nuovo stato nell'est dell'Ucraina, dubbio già avanzato da qualcuno (si veda Congo / Jugoslavia / Ucraina). Questo dimostra che la vantata scaltrezza del capo del Cremlino è in realtà piuttosto semplice da anticipare in linea teorica. Ammetto che poi considerazioni circa determinate forniture, per le quali l'Europa (non solo l'Unione Europea) in primo luogo dipende dalla Russia, rendano più difficile il versante pratico. La risposta delle basi sul lato est della N.A.T.O. è altrettanto prevedibile come conseguenza prima della politica poco elastica nei confronti della Russia, secondariamente della volontà altrui di schiacciare l'organizzazione economica europea sull'organizzazione militare transatlantica. Le trattative che pare siano in corso per fare aderire l'Ucraina alla N.A.T.O. riconfermerebbero i due aspetti della politica ultraoceanica, anche se in questo caso probabilmente a funzioni ribaltate. Negli anni, la dinamica di allargamento della N.A.T.O. ad est ha seguìto i negoziati di adesione dei paesi dell'Europa orientale all'UE coll'intento - regolarmente portato a termine - di anticiparli. L'insistenza ancora almeno recente di certi ambienti per un celere ingresso della Turchia nell'Unione può ben essere inserita in tale quadro, e le perplessità democratiche (corroborate dalle ultime azioni interne) possono altrettanto bene essere strumentalmente usate su questa sponda orientale dell'Atlantico, insieme all'avversione greca, per perseguire tale politica di non coincidenza. Non troppo difficile trovare conferme all'analisi.

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