sabato 14 marzo 2015

La questione delle lingue II.

E' vero, dovrei avere una fiducia storicista in un'alternativa: a) l'inglese, a meno di una guerra di conquista globale vittoriosa ed un dominio diretto di lungo termine di una nazione anglofona, farà, da qui a qualche anno, la fine di altre lingue "di moda" in precedenza in Europa, come il francese (due volte), lo spagnolo (nel XVII secolo): entrerà nei manuali futuri di storia a fianco della gallomania settecentesca ed altri fenomeni del genere; b) anche ammesso che si consolidasse non come lingua franca, ma come lingua della comunicazione quotidiana in una vasta parte del mondo, il declino inevitabile della cultura che ne promuove l'uso porterà (insieme alle reazioni di sostrato che tanto più si rafforzeranno quanto più la cultura promotrice declinerà) allo spappolamento dell'inglese scolastico in una serie di varianti locali - checché ne pensasse alcuni anni fa il solito giornalista fiducioso delle magnifiche sorti e progressive assicurate al mondo dalla tecnologia contemporanea e futura - e quindi al ritorno di una varietà linguistica. Tuttavia, ciò non toglie che la totale abdicazione di certi paesi del Nord Europa (Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia) ad una tutela della dignità delle lingue nazionali sia desolante. Ogni lingua ha i propri "punti di forza" e le proprie "debolezze", i propri pregi ed i propri vantaggi espressivi, ma anche difetti e svantaggi: il sanscrito aveva otto casi nella propria declinazione mentre l'antico francese solo due; alcune lingue esprimono bene la qualità dell'azione ed altre il suo sviluppo nel tempo etc. La lingua perfetta non esiste, e non esiste la necessità di abdicare volontariamente all'uso della propria lingua madre in favore di un'altra "superiore", "universale", nel quotidiano. Le lingue sono strumenti che ereditiamo, non assoluti; così, nulla ci impedisce di utilizzare attualmente l'inglese per alcuni scopi, ma anche nulla ci obbliga a rinunciare alla nostra lingua a favore dell'inglese nella vita di tutti i giorni.

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