mercoledì 13 maggio 2015

Delle citazioni (Elideismo V).

Esistono due modi per arrivare a citare un brano: uno è citarlo dopo aver ripetutamente letto l'opera da cui è tratto approfonditamente, dopo aver letto le altre opere dell'autore, dopo essersi interessato alle sue fonti con cura ed alle precedenti interpretazioni anche solo per confutarle da cima a fondo, minuziosamente e, - soprattutto - dopo aver acquisito la coscienza che anche quasi tutti i testi più recenti curati dall'autore stesso col massimo scrupolo umanamente possibile contengono errori, e quanto più un autore è antico e ricostruito tramite frammenti dai contorni incerti estratti da autori il cui testo più completo è anche esso considerevolmente antico, passato per innumerevoli testimoni - e perciò errori, lacune, e quant'altro - e ricostruito sulla base di codici spessissimo redatti a secoli di distanza dalla prima stesura i quali sono gli unici salvatisi, e che quindi si tratta di un testo soltanto credibile, approssimato, ci si affida a quel testo come al meglio che si ha a disposizione; l'altro è citarlo perché, avventurosamente trovatolo da qualche parte - una nota, una raccolta di aforismi, un (oggi) accidente di ricerca in Internet, si viene colpiti dalla frase, ma: non si cerca l'opera, non si legge neppure una volta per intero, ci si disinteressa di quant'altro ha scritto l'autore di quella, di ricostruire anche solo una versione personale del suo pensiero, si ignora qualsiasi, ogni possibile fonte di quest'ultimo spontaneamente, volutamente e vantandosi di ciò come di un titolo di merito, apertamente, trattando poi - nonostante l'appello continuo di costui alla verifica - ogni brano citato al di fuori di qualsivoglia contesto come un testo sacro (vedasi, al contrario, Discussione) e sé come un profeta nonché il più grande genio - autoproclamato - dell'umanità, oltre che trattare le lingue come se la loro storia si limitasse all'ultima, più diffusa, discendenza. Certe persone preferiscono decisamente il primo metodo, a costo del "disprezzo" di altri che sanno per elezione dell'Universo - il quale sembra il Dio di questi atei rovinosi per quelli eventualmente più seri, checché dicano essi in contrario - cos'è giusto e cos'è sbagliato.

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