giovedì 7 maggio 2015

Impero.

Leggo: "Per quasi tutti America [Stati Uniti] è sinonimo di impero. Persino alcuni intellettuali americani [statunitensi], per un paio di secoli educati a pensare l'impero come negazione assoluta dei propri valori, se non come Satana ('Impero del Male' era il nome del Nemico), ora pronunciano questo sostantivo con agio. In senso descrittivo, financo positivo - l'Impero del Bene. L'opposto della valutazione corrente nella bocca dei peggiori critici degli Stati Uniti, usi a bollare l' 'imperialismo amerikano' quale centro d'irradiamento di una (pre)potenza incivile e arrogante. In un modo o nell'altro, l'equazione 'America [Stati Uniti]= impero' pare ovvia. Lo è davvero? [...] conviene scavare contemporaneamente nella sfera semantica della parola impero e nella pancia dello stato americano [statunitense]. Quanto all'impero: non ne esiste una definizione univoca. Né sarebbe possibile, essendo questo nome accostato indifferentemente all'Egitto dei faraoni e alla Roma dei Cesari, alla Francia di Napoleone e alla Russia (degli zar prima, dei soviet poi), dal Giappone espansionista al Reich hitleriano, per concludere con i dominatori a stelle e strisce [...] dei quali molti pronosticano l'irreversibile declino. Ma fra i caratteri comunemente assegnati ai diversi imperi spiccano la multietnicità [...] e la conquista di ampi spazi geopolitici. Sotto questi profili gli Stati Uniti d'America possono essere senz'altro ascritti alla famiglia degli imperi. Con una fondamentale differenza: salvo la parentesi delle Filippine, detenute per mezzo secolo (1898 - 1946), Washington non ha mai avuto vere e proprie colonie. Non ne ha bisogno, perché da un secolo almeno la sua ragione di esistenza non è l'espansione territoriale ma la protezione del[l] [...]suo stile di vita. Peculiare miscela di soft e hard power. Sotto specie geopolitica gli Stati Uniti possono quindi rientrare, a modo loro, nella categoria imperiale. E' sotto il profilo politico, ovvero del modo di gestione della potenza imperiale, che sorgono i problemi. Non solo semantici. Siamo infatti in regime repubblicano. Una repubblica che si vuole modello di democrazia, anche se serba tratti oligarchici. [...] Primo: gli Stati Uniti non hanno un imperatore, hanno un presidente. [...] Il cuore politico della repubblica resta il Congresso. [...] Gli U.S.A. sono una confederazione, non una federazione organica. La frattura Nord - Sud, germe della guerra civile, non è del tutto sanata". Dispiace dover affermare che questo scritto tradisce una approssimativa analisi linguistica, in cui il problema è essenzialmente quello di scambiare la "valutazione corrente" dei termini con l'unica valutazione. Ma i cinque termini principali di questa esposizione (impero, con tutte le sue varianti; colonie; repubblica - e repubblicano -; democrazia e oligarchia) sono scorrettamente visti in maniera astorica. Per iniziare, bisogna dare ragione a quegli intellettuali statunitensi che usano il sostantivo impero con agio. Non bisogna confondere impero con Impero, come invece mostra di interpretare la serie di esempi in maggior parte riportati (Egitto dei Faraoni e Roma dei Cesari, Francia di Napoleone e Russia degli zar, Giappone espansionista). In latino, imperium ed imperator non corrispondono sempre al valore che oggi nella "valutazione corrente" si dà ad Impero ed Imperatore. Se oggi per Impero si intende "territorio piuttosto esteso al cui comando vi è un uomo solo con poteri assoluti, i quali vengono trasmessi per via dinastica, generalmente salica, ossia per discendenza maschile", e conseguentemente Imperatore sarebbe colui che "domina in maniera assoluta un territorio piuttosto esteso, e trasmette il potere per via dinastica" etc., è anche vero che imperium in latino è in primo luogo il potere di impartire ordini, quindi il "territorio su cui tale potere si esercita", a prescindere dalla forma di legittimazione; bisogna considerare la cosa ancor meglio per quel che riguarda "imperator". La parola "imperator" (anticamente induperator)è una delle poche per la quale il cambio di posizione nel tempo ha un suo peso: fino al primo secolo a. Cr. si scriveva sempre "Metellus imperator", "Caius Iulius Caesar imperator", cioè: "il comandante militare Metello", "Il comandante militare Caio Giulio Cesare"; a partire da quest'ultimo, dalla sua presa del potere in maniera pressoché assoluta, si cominciò a scrivere: "Imperator Caius Iulius Caesar", cioè: "l'Imperatore Caio Giulio Cesare", e così per i secoli successivi. Allo stesso modo, inizialmente "imperium romanum" (meglio: "imperium civium romanorum") era "il territorio sottoposto al comando del popolo romano (meglio: Senatus Popolusque Romanus, il Senato - rappresentativo del, e quindi e - il Popolo Romano)", e solo dopo divenne (con varie "coperture" di tipo giuridico) il territorio sottoposto al comando delle varie - generalmente di breve durata - dinastie di imperatori romani. Ancora, gli Stati Uniti ebbero a lungo nella loro storia colonie, non solo quando assoggettarono le Filippine. Le colonie romane erano oppida, urbes, cioè stanziamenti di cittadini romani in territori (territoria, in latino) teoricamente in armi, quindi capaci di difendersi inizialmente anche da soli, in territori scarsamente (in senso relativo) popolati da popolazioni ostili: per i romani, latini, sanniti, etruschi, galli etc. La maggior parte dello spazio geopolitico oggi occupato dagli Stati Uniti, ottenuto con guerre o cessioni da parte di altri stati (primo caso: le tredici colonie, gli ex territori coloniali ispano - messicani del sud degli Stati Uniti a nord del Rio Grande come California, Nevada, Nuovo Messico, Arizona, Texas, per i quali permangono spie linguistiche; secondo caso: Lousiana ex francese, ceduta da Napoleone, Alaska ceduta dalla Russia) venne organizzato dagli Stati Uniti in territories in cui erano stanziati agricoltori e quant'altro (coloni) protetti da una serie di forti contro le incursioni indiane e messicane. I territories quindi non si richiamano per caso ai territoria latini, ma lo fanno perché sono organizzati pressoché allo stesso modo per lo stesso tipo di popolazione e per i medesimi scopi. I territories non sono inizialmente stati degli Stati Uniti d'America, lo divengono col passare del tempo, e quindi non si giovano di tutti i diritti degli stati veri e propri: sono colonie, municipia, a voler guardare, che pagano le tasse ma che non sono sullo stesso piano degli stati. Fino al 1949 Alaska ed Hawaii furono territori degli Stati Uniti, come più o meno Puerto Rico (non ho a disposizione tutti i dati) ancor oggi. Repubblica (in latino res publica: "la cosa pubblica") era inizialmente un "sinonimo" di stato come lo intendiamo noi oggi: il territorio sotto il dominio dei romani, i cui terreni erano stati distribuiti fra i cittadini (nobili o plebei, poveri o ricchi) a fini di sostentamento, ed in tale senso "cosa pubblica", sia sotto i - sette - re, sia sotto quella che noi oggi chiamiamo repubblica, sia sotto quel regime che _noi oggi_ chiamiamo impero. I cittadini e non i residenti; e fra i cittadini vi erano differenze: cittadinanza romana e cittadinanza latina, per cominciare. Democrazia ed oligarchia. La democrazia come governo del popolo alla nostra maniera a Roma è sconosciuta: il popolo romano è quello dei Quirites, i discendenti maschi di Romolo, i cittadini (anche acquisiti per legge) romani, che avevano diritto ad essere processati da un tribunale di cittadini romani prima di essere condannati a morte (una vergogna persino quando accadeva ai provinciali, basta leggere le Verrine; per i cittadini romani, è bastevole pensare al cittadino romano di origine ebraica Saul, detto Paolo): Roma è stata fino al 212 d. Cr. per definizione una oligarchia, un governo di pochi, i cittadini romani, al tempo dell'editto di Caracalla già esautorati, privati dei propri diritti di governo da circa tre secoli. Dunque non vi è alcuna opposizione fra repubblica ed impero, ma semmai fra democrazia (Aristotele avrebbe preferito politia) e monarchia. Ed altrettanto dunque gli Stati Uniti d'America non sono affatto un problema in quanto impero (democratico) oligarchico e repubblicano. Non confondere l' impero con l'Impero, l'imperatore con l'Imperatore, e la democrazia colla repubblica. E perciò c'è differenza giuridica (meno pratica) fra l'Impero russo e l'impero sovietico, per esempio. Ed è indicativo che nel sintagma 'Roma dei Cesari' si scriva 'Cesari' plurale e colla maiuscola. 'Cesare' viene usato (erroneamente) per definire il contesto della parola nel periodo successivo al primo secolo a. Cr., e quindi come sinonimo dell' - esclusivo - Imperatore. Infine, mi riservo di pubblicare in futuro un intervento nel quale si annota come in The Federalist "empire" non sia molte volte affatto "parola sporca", bensì perfettamente legittima onde definire il territorio compreso entro i confini della Federazione, la sua giurisdizione.

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