venerdì 22 maggio 2015

Medea.

Sulla Medea di Seneca, trovo un riassunto curioso: "Medea e Giasone si recano poi a Corinto e avranno due figli maschi, Fere e Mermero. Giasone si innamora della figlia del re di Corinto Creonte, di nome Creusa". Giasone "si innamora" di Creusa, nella Medea di Seneca? Vediamo il testo critico: Iason O dura fata semper et sortem asperam, cum saeuit et cum parcit ex aequo malam! remedia quotiens inuenit nobis deus periculis peiora: si uellem fidem praestare meritis coniugis, leto fuit 435 caput offerendum; si mori nollem, fide misero carendum. non timor uicit fidem, sed trepida pietas: quippe sequeretur necem proles parentum. [...] nati patrem uicere. quin ipsam quoque, etsi ferox est corde nec patiens iugi, consulere natis malle quam thalamis reor. [...] Iason Acastus instat. Medea Propior est hostis Creo: utrumque profuge. non ut in socerum manus armes nec ut te caede cognata inquines [...] Iason Alta extimesco sceptra. Colui che è vinto dalla volontà di non morire perché non muoiano i figli, si sposa per amore? Colui che dice di aver pensato prima ad aiutare i figli che al letto coniugale, è trascinato alle nozze dalla passione amorosa? Colui che, almeno a parole, teme guerra dal proprio (futuro) suocero, è innamorato? Quello che teme il potere dei re, prende moglie perché ama? Rileggere meglio la Medea: è il consiglio che mi sento di dare ad alcuni.

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