martedì 30 giugno 2015

Storia delle parole.

"Avaro si è colui che li danari / sempre in più copia vuole, e non si sazia: / questo è l'essere ch'oggi l'Italia chiama / avido, mentre colui che a proprio danno serba / la moneta, il peculio, ed ogni bene / ordinato a ben vivere qua giuso / i nostri Padri che tenean l'Impero / sordido invece lo chiamavan loro".

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