giovedì 30 luglio 2015

Il socratismo (In fondo, di socratismo si tratta II).

Il socratismo nell'interpretazione elideistica - come si può apertamente trarre da In fondo, di socratismo si tratta - è una dottrina essenzialmente politica, una dottrina volta come scopo ultimo alla conquista del potere. A fin di bene, nelle intenzioni. Ciò è confermato dal peso degli scritti politici in Platone e Senofonte. Etica - più correlativamente - e "metafisica" sono propedeutica, paideia, corollari; la "metafisica" è in parte apologetica, "dimostra" la non empietà di Socrate, contrariamente ai risultati del processo. L'azione politica di Crizia è, a suo modo, socratica. Aristotele, da questo punto di vista, è socraticissimo nell'impostazione di fondo del pensiero: Politica, Costituzione degli Ateniesi etc.... Ciò ricollega il socratismo alla Sofistica, tanto più nell'importanza che essa conferisce alla retorica, strumento principe per il raggiungimento della guida dello stato, - e, per l'appunto, Aristotele si dedicò pure alla Retorica - ribadisce l'ascrizione di Socrate ai Sofisti. Si può supporre che la perdita dei testi dei cirenaici e di altre declinazioni del socratismo sia stata abbastanza precoce? I greci stessi, prima dell'avvento della potenza macedone, erano poco interessati ad esortazioni a trascurare la politica? L'importanza dello Stato nella speculazione hegeliana, fino al ruolo di "Dio sulla terra", è tratto perciò platonico - e quindi, socratico -, pur nella sua pericolosità per la "democrazia" (come oggi intesa),che fa ritenere Gentile più platonico e socratico, più hegeliano di un Croce che sembra esortare ad un influsso indiretto del filosofo sulla prassi. Questo giustifica, rende platonicamente comprensibile anche il marxismo, che vuole, nella Storia, essere filosofia operativa, pratica. Se Croce parla di "aberrazione dell'eticità dello Stato", si può pensare che faccia bene, dati i risultati ottenuti dal seguire una tale aberrazione; ma ne abbiamo la conferma, essendo l'aberrazione di cui si tratta indubitabilmente 'aberrazione' hegeliana, di un hegelismo eterodosso.

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