lunedì 13 luglio 2015

Microeconomia e macroeconomia.

"Gli economisti si dividono in macroeconomisti e microeconomisti. I primi focalizzano la propria attenzione sugli aggregati, come l'inflazione, l'occupazione e la crescita del PIL. I secondi si occupano delle decisioni a livello individuale, che si tratti di un consumatore, di un lavoratore o di un'impresa". Invero, storicamente parlando, l'unico termine che ha un senso " diretto" è il secondo. oikonomia in greco è la legge che regola la gestione della casa. Della casa privata: le mura, la distribuzione dei carichi fra la moglie i figli e gli schiavi, la coltivazione dei campi di proprietà etc. La macroeconomia è il frutto di una figura retorica, l'utilizzo di "casa" per "patria": certo, già usato in Grecia e successivamente diffusosi. Tra l'altro, faccio presente che ad oggi la distinzione fra consumatore e lavoratore ha meno senso che in antichità; soprattutto se per "lavoratore" si intende "essere umano stipendiato per lo svolgimento di un incarico", quasi tutti i consumatori odierni in Occidente sono lavoratori, in quanto quasi tutti ricevono un corrispettivo per l'incarico che svolgono. Certo, non sarò io a confutare quanto ho affermato in "Intorno al lavoratore": so bene che si sta formando una categoria di lavoratori cui non viene somministrata una cifra di denaro ad intervalli regolari per la fatica cui si sottopongono, ed anzi, in un post in lavorazione da tempo sto sottoponendo ad analisi le nuove forme di dipendenza che si stanno formando nella società post - industriale (per quanto etimologicamente il termine "industriale" possa sembrare indebitamente ristretto nel suo campo semantico); tuttavia, il consumatore non lavoratore, ma soprattutto il consumatore non salariato, è una forma di consumatore che gli stati dovrebbero cercare di evitare, perché è un consumatore che, se non irresponsabile, è tale che il suo contributo alla mobilità del mercato si fa via via decrescente per la riduzione del capitale a disposizione a causa della mancanza di entrate. Ma soprattutto, il consumatore non lavoratore era una figura - diciamo così - istituzionalizzata nelle società schiavistiche, dove gli uomini liberi con capitali generati dalla vendita dei beni prodotti non da loro ma dagli schiavi si potrebbero ben definire come consumatori senza essere lavoratori. Ma oggi, almeno formalmente, la distinzione ha assai meno senso, sicuramente come eventualità eligibile senza danni. E' comprensibile come si possa ritenere un'impresa una variabile microeconomica, nel momento in cui essa è un individuo giuridico: de facto tuttavia esso, a parte casi certo frequentissimi in Italia di ditte individuali - ma anche lì, bisognerebbe analizzare i legami di dipendenza, prima di inserire un'impresa registrata come individuale nell'ambito della microeconomia intesa in senso ristretto - è ben formato da più individui effettivamente "economici", sicché è difficile ritenerlo una variabile microeconomica. Quindi, attenzione a come si usano i termini, e tener conto del fatto che l'unica vera economia è quella familiare - fino alla famiglia composta da un solo individuo -.

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