giovedì 30 luglio 2015

Perché Internet è causa di "disintegrazione".

Qualcuno lamenta che i somali trasferiti negli Stati Uniti, per "colpa" di Internet, "vivano" ancora in Somalia pur risiedendo in USA? Perché? Tralasciando certi aspetti, la risposta è perché lo sradicamento fisico è una necessità, una "scelta" obbligata che, in quanto tale, non è e non è stata una scelta. Pur considerando gli storici fattori economici che maggiormente motivavano le comunità immigrate a concentrarsi in certe zone (a basso salario si correla la necessità, il "dovere" - deb - eo - a popolare le zone con alloggi a basso costo, ed in genere i bassi salari si addensano negli immigrati più recenti, relativamente uniformi per provenienza geografica -, anche il fattore linguistico - culturale influiva sull'insediamento, in quanto la concentrazione di comunità sotto questo profilo relativamente (di nuovo) uniformi favoriva la conservazione della "lingua" e di altre manifestazioni della cultura di provenienza. Laddove le comunità allargate non esistono, il nucleo di "resistenza" si riduce ancor oggi, in mancanza di strumenti interattivi (i giornali, la radio e la televisione lo sono in modo troppo limitato) alla famiglia. Se l'interattività di Internet viene raggiunta abbastanza velocemente, la possibilità di mantenere vivi certi aspetti della propria cultura - anche colla comunicazione parlata e visiva - un certo tipo di integrazione è ostacolata, ed è naturale. Ancor oggi l'obbligo scolastico, creando un doppio bilinguismo, è la via della crisi - in senso positivo o negativo, a seconda dei punti di vista -: il difficile è creare un'integrazione della aggiunta e non della cancellazione (si veda 'Federalismo I').

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