venerdì 31 luglio 2015

Scienze I.

"L'umanesimo è un microscopio che si focalizza sull'uomo [...] per conoscerlo da vicino. Paradossalmente, però, è proprio la sua stessa natura a condannare l'umanesimo a una visione miope e angusta, oltre che partigiana, del suo oggetto di interesse e di studio". E' molto importante la parola interesse: spiega, esplica molto sia sull'esclusivismo sia sul suo contrario: vedremo di discutere il punto più avanti. "Nei miti della religione, nei sistemi della filosofia, e nei racconti della letteratura". Già si può osservare che i miti della religione sono assai spesso racconti della letteratura; e che i sistemi filosofici spesso sono sistemi religiosi e letteratura filosofica; d'altra parte, nonostante l'obiezione specialistica, anche la "letteratura scientifica" è letteratura. "l'uomo viene immaginato, pensato". Altre due parole importanti, immaginato, e pensato, ma soprattutto: "e descritto"; soprattutto,-scritto. "Come se fosse il massimo, o addirittura l'unico, essere degno di interesse" - di nuovo, interesse: la questione riguarda proprio "l'essere fra", o "l'essere fuori"... "nell'universo mondo. La scienza". Ecco, la scienza, qui si vede il matematico (l'estensore) educato ad utilizzare un termine nel suo significato ristretto, ossia come antonomasia: è ovvio che quando scrive scienza, bisogna sottintendere automaticamente "esatta": la fisica, la chimica, l'astronomia, la matematica stessa (guarda caso...); ma se torniamo a scienza come "ciò che è conosciuto", allora per l'appunto bisognerà qualificare la scienza di cui si parla. La scienza "esatta" - il cui vertice avrebbe ad essere la matematica - ma, nel contesto successivo, piuttosto la scienza "naturale", è quella di cui si parla, dando per scontato che sia l'unica scienza; quindi: "al contrario": direi piuttosto diversamente, non "al contrario". "Osserva la natura attraverso un grandangolo, e abbraccia con uno sguardo a tutto campo l'intera varietà dell'esistente". Sarei più propenso a dire che l'insieme delle scienze cosiddette naturali restituisce, ciascuna da un punto di vista parziale, una descrizione quanto più possibile completa di ciò in cui siamo inseriti, di ciò fra cui siamo (essere tra= interesse). "Dal punto di vista della realtà biologica, l'uomo non è [...] che una delle innumerevoli specie animali [...]". Spiega l'estensore - le cui parole qui abbandoniamo definitivamente - che gli animali non umani vedono meglio, sentono meglio, odorano meglio etc. Che l'uomo sia un animale e che gli animali irrazionali possiedano sensi migliori di quelli dell'uomo sono due banalità: alla seconda di esse chiunque può opporre, ad un altrettanto sulla questione (per fare un esempio) banale Hegel che pontifica, il fatto che si tratti di patrimonio comune. Circa la prima, non sarà necessario sottolineare la derivazione di animale da anima (lasciamo perdere le sovrapposizioni greco -latine psiche, spiritus, anima, che pure sarebbero interessanti). Inoltre, l'antropomorfismo ed antropocentrismo delle religioni delle "civiltà" più antiche - civiltà nella riflessione che sta procedendo in questo luogo particolare è un "concetto" (improprio, data l'estensione dello sviluppo del tema), è termine il cui utilizzo viene visto in primo luogo come maggiormente proprio a definire ambiti più ristretti rispetto a quelli per i quali viene maggiormente utilizzato oggi - è solo parziale, per quanto la rappresentazione degli dei egizi - esempio più semplice - con testa animale abbia scopo propiziatorio; e tuttavia - nel senso di sempre - testimonia una coscienza di relazione necessaria col resto del cosmo, per così dire, immediata e che prende corpo, figura (immagine: vedi sopra "immaginato") nelle rap-presentazioni divine. Persino l'umanesimo al colmo, l'umanesimo greco, l'umanesimo aristotelico, che sotto quel profilo si è ampiamente separato da quanto l'ha preceduto, raffigurando gli dei in forma umana, si è anche ampiamente occupato degli animali irrazionali. Sarebbe utile non confondere (fondere insieme) - specie per genere - le religioni abramitiche (curioso questo -mitiche, se volessimo giocare colle somiglianze delle parole) con tutte le religioni: l'antropocentrismo di esse è estremamente spinto, pur rinunciando teoricamente, teologicamente (meno nella lettera: sicché i saggi dovettero mettere ripetutamente in guardia dalla lettera i buoni fedeli) alla rappresentazione degli dei in forma umana. Eppure, rinunciando alla centralità dei monoteismi, bisognerà pur ammettere che esso antropocentrismo espresso attraverso l'antropomorfo non è - e non è stato - così spinto in altri casi. Perciò, che le scienze naturali - in senso ampio - si occupino del resto del mondo in maggior parte, non è difficile da ammettere; che lo facciano senza centralità umana, un po' meno: miniere progettate sulla Luna, ipotesi di terraformazione di Marte, ricerca di pianeti "gemelli" e propulsioni per viaggi spaziali; soprattutto, studi su studi per aumentare la produttività delle piante edibili, per renderle coltivabili in sempre nuovi tipi di terreno; e per favorire la conservazione dell'ecosistema: tutto volto alla sopravvivenza dell'umanità. Questo grandangolo quindi vede sì da lontano, ma dentro il mondo che studia, esistendoci in mezzo, e le radici storiche delle scienze "oggettive" (vedi sotto) sono nelle scienze umane, nell'umanesimo, senza dimenticare quanto sopra, ossia che anche le scienze umane sono scienze. Per concludere, si osserverà che rimane comunque valida l'osservazione già avanzata da altri che l'ossessione antropocentrica di tutte le scienze, umane, "soggettive", e della natura, "oggettive", è dovuta al fatto che la specie razionale dominante - indubbiamente: nessuna altra specie è in grado di modificare l'ambiente (fino al rischio della sua totale distruzione e dell'autodistruzione umana) come l'uomo - su quest'orbe terracqueo è quella umana; se fosse la zanzara, il centro di ogni speculazione sarebbe la zanzara. In questo egoismo che fa dell'uomo il perno della riflessione dell'uomo (ri-flessione, ripiegamento, ritorno in sé) l'umanesimo è infantilmente diretto, onesto.

Nessun commento:

Posta un commento