lunedì 31 agosto 2015

Non conosciuto.

"Poiché tutti gli elementi con cui si descrive Atena (l’essere d'aspetto umano femminile e la sua veste nell’antica Grecia, la lancia, l’elmo etc.) hanno un rapporto conosciuto per esperienza con qualche cosa anch’esso conosciuto per esperienza, essa può venire descritta come un verificatore non conosciuto". Ma è non conosciuto? Non conosciuto è ciò che i nostri sensi non sono in grado di quotidianamente percepire - e già così permane impreciso -?

domenica 30 agosto 2015

Verità.

Su di un medesimo tema ve ne può essere più d'una; d'un'unica verità più versioni. La maggior parte delle 'verità' sono opinioni di successo. La maggior parte?

"Il teatro orientale".

Non esiste. Cosa si intende? C'è una pluralità di forme; una molteplicità di declinazioni individuali; una questione pure di contaminazioni. Così per altri "luoghi". Una tradizione, non un teatro.

sabato 29 agosto 2015

Apparenze.

"Legittimato dal basso": la frase è usata così di frequente nelle democrazie occidentali, che pare innocua. Ma là dove c'è un basso c'è un alto, e la distinzione fra una classe alta che rimane in alto ed una classe bassa che permane in basso era il fondamento della società in qualche modo sopravvissuta fino alla fine della prima guerra mondiale e di quelle propaggini arretrate che arrancarono fino alla fine della Seconda. In bocca a rappresentanti democratici è quantomeno infelice, se non inducente sospetti di incipiente deriva oligarchica; meglio: "Legittimato dall'elezioni, dal popolo, dal voto popolare".

Anche...(Per i morti II).

Anche gli dei muoiono. Ma non contemporaneamente agli stati che li portarono alla gloria degli altari: spesso si travisano ed agonizzano negli angoli bui del luminoso imperare di chi li ha sconfitti, lasciandogli un'eredità che non riconosce o che, ipocritamente, nega. Vedi l'inizio di Per i morti I.

venerdì 28 agosto 2015

Per i morti I.

Per i morti pressoché tutte le religioni professano rispetto; per i morti dei propri vivi, in pratica, soprattutto; poi per i morti dei propri morti. Assai meno per i morti dei vivi altri. E per nulla verso i morti dei morti altrui: compresi gli dei. Qui mortuus iacit fuit; at qui vivit non pacem dat sibi et mortuis.

Cercando "dare".

Un dizionario latino on - line localizzato in Italia restituisce come prima voce 'contribuo'; e considerato quanto è importante il concetto di contribuente nel rapporto fra cittadino e Stato, ciò è indicativo dell'atteggiamento mentale circa il modo di vedere il cittadino. Conferme in bolletta prossimamente, a giudicare dal dibattito politico italiano.

giovedì 27 agosto 2015

Azione reciproca universale.

Ogni azione approda ad un effetto: certo; ma non necessariamente quello atteso quando l'azione è cominciata - o stata progettata -.

Trattato dell'argomentazione paragrafo 97.

"Questi due consigli si riconducono [...] a raccomandare l'esempio [...] ove si disponga di più scarse premesse"; oppure quando si sappia che l'uditorio aborrisce il ragionamento strutturato.

mercoledì 26 agosto 2015

Cesare Pisacane.

Carlo Pisacane Guerra combattuta in Italia negli anni 1848 - 49, pagina 14: "L'Italia può considerarsi divisa in due parti [...]"; Caio Giulio Cesare De bello gallico I, 1: [1] "Gallia est omnis divisa in partes tres".

Differenze (II).

"La Nature est si different elle - meme". Ancor più le cose individue e le persone. Uno stesso umano cambia più d'una volta anche in tempi brevi, ed alle volte chiude un cerchio.

Piccole dissensioni.

Voltaire,Traité sur la poesie epique: "un Francais accoutumé à nos Opéra, ne peut s'empecher de rire a la premiere fois qu'il entend du recitatif en Italie. Autant en fait un Italien à l'Opéra de Paris; et tous deux ont egalement tort". Tous deux ont egalement raison - et tort -: c'est question de coutume, d'education, de perspective, de tradition - de respective (Castelvetro) trahison.

Que dis - je. (Riscrittura VI).

"Que dis - je, la meme Nation n'est plus reconossable ou bout de trois o quatre[cent kilometres]".

Illuminismo sentimentale.

"La plupart ont discouru avec pesanteur de ce qu'il falloit sentir avec transport". Frase di Voltaire nell'Essai sur la poesie epique.

Io sto con Virgilio.

ed Omero; con Averroé e con Gide; con Li Po e con Camões. E con Pisandro di Laranda e Baal. Perché è cultura umana, ciò che come sempre - unque - distingue l'omo da li bruti.

martedì 25 agosto 2015

Una citazione d'un discorso.

La citazione fatta da Carlo Cattaneo nel terzo volume dell'Archivio triennale (pag. 121) d'un discorso d'un parlamentare piemontese nel 1852, ci ricorda che è italica tradizione fingere grandi apparati marziali insussistenti: "Non ricorderò alla camera il senso di doloroso stupore che provai allorché per la prima volta visitai Alessandria. Io sapeva, è vero, che li Austriaci l'avevano smantellata; ma credeva però che si fosse in qualche modo riparato ai gravi danni; imperocché sentiva sempre discorrere di Alessandria come di una forte piazza da guerra...non opere esterne, non mura io trovai; epperò mi pareva inconcepibile che, pel fatto della sola cittadella, si desse un tal nome ed una tale importanza alle meschine sue difese". Quasi come l'aneddoto sui carrarmati dell'esercito italiano alla vigilia della Seconda guerra mondiale, che erano pochi e perciò venivano spostati da una città all'altra visitata da Mussolini, per dare l'impressione, di rassegna in rassegna, d'un numero incontenibile.

Anche i migliori...

...a volte non ricordano; o fanno finta di non ricordare. Carlo Cattaneo, Dell'insurrezione di Milano nel 1848, pagg. 96 - 7: "E' meno amaro a quella corte [del Regno di Sardegna]l'essere calpestata dall'Austria, che protetta dalla Francia. Meglio perire, che implorare quelli aborriti soccorsi [perché la Francia era, all'epoca dell'insurrezione milanese, appunto da poco tornata repubblica] - per quanto su repubblica ed impero si veda appunto il post intitolato Impero - [...]Codesta avversione al chiamar partecipe della nostra guerra la Francia [...]" etc. Era certo dovuto in maggior parte a gelosie di piccole glorie; e tuttavia, ancor oggi si potrebbe dare una giustificazione migliore a tale refrattarietà, ricordando Carlo VIII e l'Armée d'Italie del 1796 - quantomeno il risultato finale cui quell'intervento repubblicano approdò.

Le magnifiche sorti e progressive.

Ovvero il presupposto dell'attività dei mercati finanziari.

Continuità geopolitica.

Le passé, le présent et l'avenir de la Republique II viii,iv, 1850, pag. 86:"Ces resultats signés, l'armée des Alpes repasse le montaignes, restitue la Savoie et Nice". Questo il piano della Repubblica francese nel 1848; piano portato a termine - "le denouement seul resté à accomplir" - dopo la Seconda guerra d'indipendenza italiana dall'imperatore Napoleone III. Si veda almeno tutto il ciclo di Anatolia.

In attesa...

...di concludere uno scritto più ampio sulla questione, circa il problema dello stato dell'intellettuale contemporaneo, della direzione che la situazione attuale sembra voler dare al suo ruolo, citerò da Alphonse Delamartine, Le passé, le présent et l'avenir de la republique, pagina 42: "De toute cette classe de lettrés, d'artistes, d'artisans, de proletaires de l'intelligence et de la main"; calzante per l'appunto all'oggi, coll'accortezza che si tratta di proletari deproletarizzati, senza prole, se non discepoli. Ritoccando una frase poco oltre: "Vous n'etez que de travailleurs".

Tattica (Anatolia XIII).

In una guerra la base della tattica è tagliare i rifornimenti del nemico (Si veda Carlo Pisacane Guerra combattuta in Italia negli anni 1848 - 49, pagina 52: "distruggere intorno ad essi tutti i mezzi di sussistenza e comunicazione"); con un principe novo ciò deve accadere prima che consolidi la presa militare sul territorio, prima che passi dal terrore alla rassegnazione: poiché, se si lascia giungere la rassegnazione, si apre la via alla ricerca del consenso della maggioranza.

lunedì 24 agosto 2015

Paralleli.

"E di stigia fuliggin con la folta / barba l'eburnea gota":Il ratto di Proserpina, 7 - 8, autore Giuliano Cassiani. Certe figure sorgono a volte a mente.

A proposito dei manuali italiani di "politica".

Pare circoli ancora in Italia il Memorandum del conte Solaro della Margherita, Ministro degli Esteri del Regno di Sardegna dal 1835 al 1847 - Memorandum pubblicato a Torino, Speirani e Tortone, nel 1851 - almeno a giudicare da questo passo: "Così non avesse creduto che l'ir barcheggiando fra i diversi partiti era arte di regno [governo]; in essa riescì a meraviglia" (pag. 15), che descrive pratiche ancora in auge.

Ipocrisia o vista scarsa?

E' la domanda che nasce dalla lettura di documenti "ufficiali" che Carlo Cattaneo riportò nel III volume dell' Archivio triennale delle cose d'Italia dall'avvenimento di Pio IX etc. Leggendo nientemeno che una nota del ministro [...] Pareto nella quale, in francese, si scrive (traduco): "Se si aggiungono a ciò le sommosse di Parma e Modena, così come quella del ducato di Piacenza, sul quale non si può rifiutare a Sua Maestà il re di Sardegna il diritto di vigilare [...] se si aggiunge che una grande e seria esasperazione si è prodotta in Piemonte e Liguria a causa delle condizioni di un trattato fra Sua Maestà Imperiale e i duchi di Parma e Piacenza e di Modena, trattato che, sotto l'apparenza di soccorso da fornirsi a questi piccoli stati, li ha realmente inglobati nella monarchia austriaca portando i confini militari dal Po, dove essi dovrebbero finire, fino al Mediterraneo, e rompendo così l'equilibrio che esiste tra i differenti stati d'Italia". Mi si vuol dire che casa Savoia, quando vide che un'arciduchessa d'Austria veniva investita del titolo di Parma e Piacenza e che gli Asburgo - Este risultavano duchi di Modena, come che gli Asburgo - Lorena erano Granduchi di Toscana, non immaginò già allora che questo facesse parte di un piano di espansione dinastica degli Asburgo in Italia? Completamente senza vista od ipocriti nel 1848 (propendo per la seconda possibilità). Si veda anche La politica della guerra.

Dell'agire sociale di Weber.

Pare che si possano tendenzialmente sovrapporre azione razionale rispetto ad un valore ed azione tradizionale, essendo il valore fissato da una tradizione. Una fra le plurime compresenti.

domenica 23 agosto 2015

Trascrizione e selezione.

Trascrizioni selezioni di testi su tavoletta in pergamena; di testi in pergamena su carta di stracci e poi in cellulosa; dal manoscritto al volume a stampa. "Trascrizione" delle statue in bronzo nel granito e nel marmo. Ed ancora.

L'uomo.

È un medio fra il generale ed il particolare; e non solo l'uomo.

La collaborazione.

È anch'essa una gara.

Radici...

...genio di un popolo, di una lingua: schemi; ma gli schemi sono una trappola. Le tendenze non sono leggi; le tendenze si rifrangono, come un fiume in pendenza le cui acque si scontrano continuamente con una roccia dopo un'altra, con una roccia insieme all'altra; si divide in due percorsi contemporanei, forma vortici.

sabato 22 agosto 2015

Le lingue (La questione delle lingue III).

Hanno un documento di prima attestazione, non una data di nascita.

Perle e letame.

Ciò che agli occhi di qualcuno è perla, agli occhi di un altro è letame; e pure il fimo diviene perla. L'essere umano è più simile ad una linea curva che ad una retta.

"Ordine naturale della frase".

Differente secondo il tempo ed il luogo; assenza di transcendentalità.

Tradizioni.

Rielaborazioni varie di un supposto schema. E "supposto" è polisemico.

Possibilità.

Il disordine nell'ordine. E l'altra (?) parte dello schema.

L'idea d'uno stile espositivo.

Eppure l'idea di far intervenire i testi direttamente nel testo non riesce ad abbandonarmi; qualcosa tipo far assistere il lettore al dibattito fra testi diversi, e trarre solo le conclusioni: il lettore vede il dibattito e trae le proprie conclusioni, quindi le confronta con quelle del "supervisore". Genesi del dialogo come genere letterario?

Naturalezza.

Moderazione stilistica. Si legga: "Quando nelle cose si sente l'arte e lo studio, si può concluderne che quelli che dicono [scrivono] non hanno né l'una né l'altro o che non sanno servirsene"; o si potrebbe farla baluginare ogni tanto per varietà. Stratagemmi stilistici: la "guerra" migliore, coll'uditorio - in senso perelmaniano -.

venerdì 21 agosto 2015

Simone Weil per l'oggi.

"Sfiducia, dolorosa e sventuratamente fin troppo legittima, delle masse"; ma non nei confronti di formule un po' elevate, oggi decisamente sconosciute a chi potrebbe pronunciarle.

Disposizione.

Sfidare ciò che è difficile. Prepararsi alla sfida; ma se si affronta bene ciò che non è facile, anche nella sconfitta c'è gloria. Nella risoluzione del semplice non v'è soddisfazione.

Di nuovo sulla "verità".

"Molto spesso la qualifica di espediente è risultato di una mancanza di accordo di fondo"; cioè di rifiuto per lo più pregiudizievole su valori acquisiti per tradizione: il termine accordo è termine - radice.

Il logoramento (Anatolia? XII).

Il logoramento indotto dallo scontro costante fra due forze (solo geopolitiche) equivalenti o quasi tende a creare lo spazio per altre forze che sostituiranno quelle in scontro. Solo geopolitiche: o forse no.

giovedì 20 agosto 2015

Top - down, bottom - up.

A generale ad particularem; a particulare ad generalem.

Differenze.

"Il discorso sentito [come non derivante dal suo oggetto]". 1) c'è differenza fra discorso derivante dai sentimenti dell'oratore, e discorso "derivante" dall'oggetto; dunque fra discorso "sentito" e discorso "sentito come"; 2) c'era anche chi distingueva fra discorso adatto all'oggetto ed alla situazione. Di nuovo, complessità, distinzioni od altri "sinonimi".

Puntualizzazioni.

Sono avversate da chi non ha le risorse per controbattere ma vorrebbe.

Espediente: od altro?

Chaïm Perelman, Trattato dell'argomentazione, paragrafo 96: "[...] lo scrittore, il poeta, l'oratore si presenteranno come in preda a una Musa ispiratrice [...] essi saranno i portavoce di una forza che li domina, e che detta loro ciò che devono dire". Una forza divina che conosce apprezza ed usa la retorica.

Accordi.

Amo quelli che ti spiegano come gli accordi economico - finanziari fra un partner forte ed uno in difficoltà, non siano in realtà altro che beneficenza del primo nei confronti del secondo; costoro rivelano un'infinita fiducia nella stupidità del proprio uditorio (in senso tecnico); ergo, la pubblica censura della retorica è ipocrisia.

Trattato dell'argomentazione paragrafo 96.

"Si preferirà al discorso ponderato, premeditato ma sentito come espediente, il discorso spontaneo, non preparato, quali che siano le sue imperfezioni"; ma il discorso può anche apparire spontaneo, non preparato, imperfetto; può anche essere preparato uno schema. Attenzione a questa tendenza per il dualismo, a riportare tutto a coppie semplificatorie, gestionali.

mercoledì 19 agosto 2015

Complessità.

Ma modello? Non torna.

Immaginazione.

Paradossalmente, ogni individuo ha la pulsione a limitare l'immaginazione immaginabile dall'umanità. Ossia c'è - bestemmia, per un elideista, se si assume un certo profilo - la tendenza ad esprimere la misura del mondo in senso negativo.

Riduzione.

Riduzione di ogni ritrovato matematico ad una applicabilità economica - o meglio, crematistica - ed uso riduzione contemporaneamente nel suo significato primario etimologico, e più volgarmente diffuso -.

I'm not a penguin.

Che è una frase ad almeno tre sensi: non son l'animale di quel nome; non sono una britannica casa editrice; non posso essere incluso fra gli autori sotto contratto colla casa editrice precedentemente citata. Varietà, differenza, complessità.

Tempo.

Nell'esporre determinati argomenti, il prima e il dopo, il corretto discorso sul tempo, la cronologia ha importanza. Rovesciarla tradisce una ideologia nel senso negativo del termine.

Lezione.

Imparare che non tutto quello scritto in un libro rispecchia esattamente l'autore/-ice. Posto che anche uno specchio può (anzi, ha) avere difetti, o può essere volutamente deformante, come una foto può essere elaborata in camera oscura oppure (aggiuntivamente, oggi) ritoccata all'ordinatore (!) con filtri a centinaia e con maschere e con livelli, nel patto di lettura - per dirlo alla francese - può includersi anche il gioco, che sia surrealista, dadaista, lo spazio per il veritiero (Si vedano gli Stralci) col lettore, l'enigma posto al lettore, o quant'altro limiti la mimesi al concreto, oggi sempre più vincolato al nuovo senso principe, la vista; infatti per l'occhio si usa spessissimo la metafora dello specchio.

martedì 18 agosto 2015

L'intelligenza.

È esplicitare alcune connessioni della varietà esteriore: coglierle ed esprimerle tutte è presumibilmente impossibile persino all'intera successione delle generazioni umane.

Cambio doppio.

Da una economia privata ad una crematistica privata - e questo potremmo considerarlo normale, "eterno"; ma ora, da una "economia" statale (casa ---> patria) ad una "crematistica perennis" statale a danno della maggioranza dei cittadini giuridicamente uguali - e questo è meno democraticamente normale - di nuovo, il problema di società liberale e liberista, e se liberale e liberista siano la stessa cosa, e se liber(al)ismo e liberismo economico coincidano.

Un punto.

Meno trascendente - in tutte le sue molteplici declinazioni - e più individuo (inteso come "somma" unica ed irripetibile - combinazione, ancor meglio di qualità, di ad- tributi - che gli sono perciò dovuti).

Cos'è più facile.

Quel che è più facile è il formarsi di una tradizione, di un rito (modo ritenuto corretto di effettuare un atto): la ricerca della stabilità è nell'essere umano naturale. Da ciò tradizioni maggioritarie e minoritarie, che si influenzano reciprocamente anche nel conflitto.

Vedi un po' (Elideismo VII).

"Si assiste ad un intrecciarsi di rapporti teorici anche tra esegesi sostanzialmente discordi e, per altro verso, ad un proliferare di differenziazioni tra esegesi complessivamente similari": per quanto lo studioso sembri manifestare disorientamento, niente per me è più simile all'assunto positivo dell'elideismo.

lunedì 17 agosto 2015

Il tempo e il denaro (la politica della cultura II).

Dando abbastanza educazione, denaro e tempo, anche l'umanesimo - non di Feuerbach - sarebbe "profittevole". Ma si punta su di un restringimento della platea con reddito sufficiente; sulla cancellazione del tempo; e sul restringimento dell'educazione: danneggiando così quella economia che si dà per ossessivamente centrale ma che è diretta in un'unica direzione e sembra manifestare lo scopo della concentrazione della ricchezza.

Intarsio (dei "padri di Nietzsche", alcune indicazioni di approccio).

Ogni io è una pluralità, ma non nel senso di un certo realismo, che intende l'io plurale solamente come pluralità di rappresentazioni interne all'io, esclusivamente interne. Altro certo umanesimo richiama all'importanza dell'uomo come essere in terra, il che non è sbagliato; ma l'uomo di questo umanesimo rimane l'Uomo, l'umanità concettuale, l'uomo di Sinistra, di Gioventù hegeliana. Qualcuno colse bene il limite di questo umanesimo che s'interessa dell'uomo concreto quale uomo comunque trascendentale. Tale umanesimo costui lo definì troppo umano, perché asseconda la tendenza umana a semplificare astraendo, generalizzando, concettualizzando, senza considerare la ricchezza dell'individuo. Da una simile descrizione della critica di Nietzsche a Feuerbach, alcuni potrebbero vedere in Nietzsche un mancato Giovane hegeliano. Infatti alcuni ritengono Nietzsche ispirato da Bruno Bauer - un altro falso padre del nazismo, disperatamente alla ricerca di nobili ascendenti - altri da Stirner; ed anche appunto da Feuerbach, oltre che da Schopenauer. Tutti no, ad intarsio?

domenica 16 agosto 2015

Identità.

Laddove l'identità della parte è la copertura della variazione nelle altre.

Analitico.

Divenuto sinonimo di autodimostrativo, autoreferenziale?

Sul fondo.

Sul fondo della "caverna" platonica si proiettano le ombre del nostro pensiero, secondo l'opinione di un interprete? Oppure le ombre sul fondo sono quelle delle "cose" nel confronto colle quali si forma il pensiero? Se discutiamo della forma mentis di Platone quale sembra poter ricavare dai dialoghi, pare di poter propendere per la seconda opzione.

venerdì 14 agosto 2015

Infinit- i.

Opposizione continua fra infinito immutabile e mutabile finito. Considerare con attenzione: infinito mutare del finito, per quanto i mutamenti siano così piccoli da sembrare non significativi.

Radice (Prima Fisica II. Ed oltre).

Molto vide, molto sofferse ed incontrò molti uomini. La radice d'ogni scienza.

giovedì 13 agosto 2015

venerdì 7 agosto 2015

Relazioni - vincoli.

Pare che oggi sia necessario sapersi vendere. Ricordo che c'è già stato un lungo periodo in cui si smerciavano esseri umani.

giovedì 6 agosto 2015

Metafisica: Irrtum (Sulla produttività II).

L'errore comincia allora che il nostro occhio ci dà un'immagine in cui una parola si sdoppia; oppure una figura. E così la metafisica è fisica, e l'errore produce.

Sulla produttività I.

La verità e l'errore sono come due margini d'un fiume collegati da un ponte: si passa dall'uno all'altro; ma quale dei margini è una e quale è l'altro si stabilisce in base alla direzione da cui provieni. L'errore è utile, è produttivo e creativo: l'errore è buono. Certo, principalmente l'errore che è creduto verità o integumento, l'errore che comunque spiega, che genera, che figlia spiegazioni.

mercoledì 5 agosto 2015

Il poeta (Ciclicità III).

Fin da Aristotele, il poeta - e si intenda pure ogni "facitore" d'opera d'arte - è ignorante. Può permetterselo. Il poeta è ignorante perché, alla faccia di Platone, non è connesso direttamente con Dio, e neppure con Eros (neoplatonismo di trent'anni fa). Poiché il poeta è essere umano, per natura è afflitto da inscitia, non può sapere tutto (panepistomon: oh messer Agnolo da Montepulciano!), è quindi ignorante nel senso più corretto - meno corrotto - del termine. Non è un angelo - che, tra l'altro è ignorante pur esso, ché persino il migliore non giunge fino al fondo di Dio -. Figurarsi Tomasi di Lampedusa, che "sbaglia" nell'accoppiare arrosto e vino bianco, come qualcuno rimprovera alla sua astemia. L'ignoranza del poeta è l'ignoranza inevitabile dell'essere razionale che è nel mondo. Di certo non quella cercata ed erta a vessillo; anzi.

martedì 4 agosto 2015

La crisi.

Definizione dell'Italia post - proclamazione del terzo regno (quello che ebbe per primo re d'Italia l'ottavo re di Sardegna di casa Savoia Vittorio Emanuele II): "Stato perennemente in crisi", in cui le fasi quiete sono brevi intervalli tra i dolori, per parafrasare uno scrittore ottocentesco talmente celebre che non v'è uopo di farne il nome. Dunque il brano di Bobbio: "negli anni della crisi dello Stato italiano", ha senso solo perché nel 1953 si poteva avere l'illusione che il breve intervallo fosse destinato a prolungarsi, difeso dalla riconoscenza per la memoria di chi aveva ridato al paese ciò che il ventennio gli aveva tolto: e d'altronde, ben presto molti di essi divennero memoria da vivi; ma non poteva essere diversamente, se già il regno come descritto sopra non era stato protetto dalla gratitudine per l'unità al Risorgimento - che d'altra parte, checché se ne dicesse e se ne dica - nella sua forma sabauda fu un'annessione. E' pur vero che un'opera di sottrazione dei diritti, in un paese eternamente in crisi, si può condurre anche all'interno di un quadro politico formalmente democratico - per come oggi è intesa la democrazia -, sicché la rappresentanza è inaggirabile persino a S. Marino, ossia pure là dove sarebbe possibile la democrazia diretta.

lunedì 3 agosto 2015

Del linguaggio.

Circa l'uomo, qualcuno affermò l'esistenza del linguaggio "o di codici simili". Mi sbaglierò, ma... Codici simili al linguaggio? Per un essere umano? Si potrebbe dire che tutto il mondo, il cosmo integralmente, per l'essere umano, è linguaggio. Distinguere fra linguaggio (genere) e lingua (specie); o fra linguaggio (genere generalissimo), lingua (genere) e gergo (specie) etc.

Senza pensare.

Solo una volta: n'è venuto unicamente danno.

Il ruolo (Per appassionare II).

Un buon insegnante ti mostrerà coll'esempio che devi leggere, prima di tutto; poi ti presenterà le opere adatte per lui a radicarti nella pratica quotidiana della lettura (cottidie legendum) - nel limite tracciato dal programma, in aula -: "cosa leggere e perché" (come m'è disgraziatamente capitato di leggere stamane), con elasticità, altrimenti ucciderà il lettore; più come, che "cosa" e "perché": le "cose" da leggere piuttosto suggerite che imposte, ed anche quelle senza trasformarle in un masso da Oderisi, ché spessissimo capita che il Purgatorio si faccia Inferno: il che non vuol però dire poco e niente di tutto, e sui testi degli "scrittori", prima che sui "critici". Se ci riuscirà, ad un certo punto farai da solo, conservando in parte il maestro. Lo scopo dell'educazione è rendere lo studente il prima possibile autonomo mentalmente (non in - dipendente, ma con una dipendenza che non è prigionia, quanto piuttosto metodo per proseguire).