martedì 25 agosto 2015

Una citazione d'un discorso.

La citazione fatta da Carlo Cattaneo nel terzo volume dell'Archivio triennale (pag. 121) d'un discorso d'un parlamentare piemontese nel 1852, ci ricorda che è italica tradizione fingere grandi apparati marziali insussistenti: "Non ricorderò alla camera il senso di doloroso stupore che provai allorché per la prima volta visitai Alessandria. Io sapeva, è vero, che li Austriaci l'avevano smantellata; ma credeva però che si fosse in qualche modo riparato ai gravi danni; imperocché sentiva sempre discorrere di Alessandria come di una forte piazza da guerra...non opere esterne, non mura io trovai; epperò mi pareva inconcepibile che, pel fatto della sola cittadella, si desse un tal nome ed una tale importanza alle meschine sue difese". Quasi come l'aneddoto sui carrarmati dell'esercito italiano alla vigilia della Seconda guerra mondiale, che erano pochi e perciò venivano spostati da una città all'altra visitata da Mussolini, per dare l'impressione, di rassegna in rassegna, d'un numero incontenibile.

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