venerdì 25 settembre 2015

C'era una volta.

C'era una volta il cesaropapismo, che era la pratica - ancor prima della teoria - della prevalenza del potere politico su quello religioso (che esiste comunque). Esso era una sorta di moderazione imperiale dell'ufficialità dell'unica religione - ufficiale proprio in quanto obbligatoriamente unica - dell'impero sulla base del principio già della Roma pagana in base al quale le differenze religiose (visioni diverse di differenti religioni praticate entro i confini su varii temi; divisioni interpretative all'interno di una stessa religione) non dovevano minare l'unità dello stato romano - e quindi dello stato in assoluto -: la posizione eccessivamente rigida (dal nostro attuale punto di vista) verso ebrei e cristiani fu dovuta essenzialmente al fatto che le due religioni: a) diversamente contestavano il dominio romano, la giurisdizione totale di Roma; b) i loro conflitti con le altre religioni ed interne non si limitavano ad accese dispute intellettuali, al piano pubblicistico, ma trapassavano a turbare l'ordine pubblico con aggressioni fisiche e distruzioni materiali. Il laicismo moderno, seppure non vede nella religione - come la Roma repubblicana; ma, formalmente di un formalismo implicito, anche quella imperiale fino all'Editto di Teodosio - uno strumento dello Stato, tanto da essere la carica pontificia una magistratura di Roma - si avvicina a tale concezione. Dunque, da questo punto di vista le religioni - che siano minoritarie o maggioritarie - divengono un problema per lo stato funzionalmente laico quando sono il motivo - in senso etimologico: "ciò che muove, spinge ad agire" - di atti compiuti in una direzione che ha come effetto il turbamento dell'ordine pubblico, non in quanto i singoli fedeli perseguiti (non perseguitati, nel senso che si dà oggi al termine) siano membri di una religione "non originaria" del luogo, non esistendo su questo pianeta religioni "originarie", autoctone, ma solo religioni che si sono sostituite ad altre da molto tempo, tradizionali in certe aree. Chiamate il laicismo istituzionale di certi stati cesaropapismo, se volete.

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