lunedì 7 settembre 2015

Che la storia.

Sia almeno in parte ineludibilmente ricostruzione credibile, una serie d'ipotesi basate sulla interpretazione dei dati disponibili, certamente parziali - ossia che sono solamente parte di quelli presentantisi all'epoca dei fatti analizzati (narrati) - è, per così dire, indubbio. Allo stesso modo ogni risultato di ricerca (= historìa); così ogni storia intesa come narrazione - non solo la 'storia' letteraria, musicale, 'artistica' (già esposi la mia opinione sul termine 'arte' usato come antonomasìa di "arte / -i figurativa / -e), ma come racconto, esposizione ordinata cronologicamente, di "vero", veritiero, e di "finto", nei limiti della possibilità di una cronologia "lineare" - una linea, una retta, che non è l'unica linea possibile, può essere percorsa sì da A a B, ma anche da B ad A - quando vengono narrati più "fatti"; perciò in pittura, in cicli statuari etc. pure. Dunque, se si rende il dato storico "scientifico" come quello fondato su di un set, una materiale serie di reperti altrettanto materiali che restituiscano tramite la convergenza reciproca in modo completo un fatto storico, è ovvio che ogni ricostruzione storica può essere definita falsa; su tale base anche una ricostruzione cronachistica, giornalistica, anche fondata sulla narrazione di testimoni diretti, di una telecamera, non potrebbe che essere definita falsa. Quindi la storia "scientifica" è l'ipotesi concettuale - vedi 'concetto' nella definizione elideistica - più prossima circa lo svolgimento di determinati "fatti" ricavabile dai dati disponibili, come per ogni scienza. Quando circa l'interpretazione di un "fatto" qualcuno parla di "bugie" e di "sogni" che "ogni interprete vi proietta", bisognerebbe chiedergli se usa il termine 'bugia' tenendo conto del tempo e del luogo in cui tale "bugia" venne proferita e registrata. Dovrebbe tenersi conto della sinolità di ciascun individuo, della sua differenza da ciascun altro, e quindi scontare che ogni "invariabile" Verità viene filtrata necessariamente da ogni interprete, e non solo coll'intenzione di falsificarla per adeguarla alla propria visione, ma fornendo di essa una interpretazione creduta vera.

Nessun commento:

Posta un commento