lunedì 21 settembre 2015

Dichiarazione di poetica (Estratti da: Regolarità ed irregolarità, sfortuna e fortuna dell'Italia liberata da' gotti di Giangiorgio Trissino fino all'opera di Gabriello Chiabrera II).

L'imperio vendicato XI 1, 7 – 8: "ma scuri son, ché la chiarezza in essi / vien da la luce de' soggetti istessi"; Robortello definisce inizialmente il poema eroico scrivendo che presso gli antichi fare poesia era "cantare in metro", dal che coloro che seguirono dedussero il nome, sicché Cicerone chiama epici i poeti che scrivono (in metro) le gesta degli eroi. Tuttavia, poiché a 18 B prima scrive che Omero forma personaggi nobili, ma poi, commentando 32 B ed aggiungendo che esso è composto da versi chiari e materia seria, lo fa mantenendosi più vicino al testo di Aristotele; quindi aggiunge anche che il modo in cui l’eroico imita è quello in cui si ha il modo narrativo, in cui la voce è quella del poeta, e però subito subentra quello drammatico in cui l’autore assume le vesti di un personaggio, ed è il personaggio a parlare ed agire nel poema (l’avverbio è assai rilevante per distinguere la vera epopea in senso aristotelistico, la quale riduce quanto più possibile la presenza dell’autore a vantaggio di quella dei personaggi). Cosa intenda Robortello con versi chiari, ce lo spiega la definizione di ψιλομετρία fornita dal Thesaurus Linguae Grecae dello Stephanus, che intende la carminis nuditas, interpretata dai primi espositori come espressione semplice, sermo communis, uso di parole non ricercate. Questa traduzione spiega molto della scelta delle parole operata da Trissino nel poema (Italia liberata da' gotti), la sua lotta contro la parola sonora, cioè la sostituzione dell’espressione ricercata, in cui il verso è un insieme di rarità linguistiche, con l’espressione compiuta attraverso parole più umili innalzate nella loro dignità in primo luogo dall’importanza dei temi trattati e quindi dall’ampiezza del periodo che le esprime. Questa visione dello stile epico (e tragico) come la negazione dello stile basato sulla parola rara è visione che accomuna Trissino a Robortello come a Giraldi, a Speroni.

Nessun commento:

Posta un commento