giovedì 3 settembre 2015

Persuasione (e la rettorica?).

Secondo la Arendt Platone dannò la persuasione (in realtà solo la retorica; ma le tecniche di persuasione sono tre) perché essa Peitho non salvò Socrate e la sua verità; ma, ammesso che la sua fosse verità - la sua, non del Socrate maschera di Platone - le tecniche di persuasione, le tre facce della bistrattata Peithò - e questa triplice faccia chissà, potrei considerarla una volontaria provocazione, un apposito rivolgere in positivo un incancrenito negativo -, funzionano con chi ammette la possibilità di essere persuaso. Al solito, le tecniche sono mezzi, i colpevoli sarebbero stati i convenuti, agenti degli atti criminali che erano sfruttatori della Persuasione. Alcuni di tali agenti non convennero, in quanto autentici morti senza processo; altri erano già stati tali, appunto pure in senso giuridico; ancora altri erano irraggiungibili (all'epoca probabilmente ad Atene si ironizzò molto sul fatto che alcuni discepoli di Socrate si fossero "fatti" megaresi: forse più che su quelli che s'erano scoperti spartani). Comunque Socrate morì certo anche per il rancore indotto dalle colpe altrui, in quanto loro Causa Prima; ma pure perché metteva a rischio interessi precisi, posizioni, di cui i dialoghi platonici danno un'immagine. Tuttavia, non solo per quei due motivi. Complessità.

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