giovedì 3 settembre 2015

Ricordo.

Ossia, ricordo che per Aristotele (Politica) la guerra è la caccia - non la cacciata - dei greci ai barbari, ossia ai non - greci, e che con i monoteismi fu teologicamente avallata la mancanza di rispetto verso gli dei "altri", rispetto possibile nella tradizione precedente (in taluni scritti classici, istituendo l'autore un legame di causa ed effetto fra lo sfregio dei segni della venerazione del nemico verso i suoi dei, e le disgrazie della patria dello spregiatore, si instilla un "timor sacro" che tanto più si intende assuma forza quando l'empietà si scateni sulle rapresentazioni degli dei patrii - e pius e pater sono connessi -). Religione "di Stato", religione privata, religione "ufficiale": per la prima è possibile il rispetto in pubblico ed il disprezzo in privato; per la terza è obbligatoria l'obbedienza in pubblico ed in privato, nonché il disprezzo pubblico fattivo delle religioni altrui, nella forma più acuta - in tal senso, il nazismo fu una religione - (e la mimesi della terminologia medica è voluta). Nonostante sia facile la taccia di ipocrisia per la pratica di primo tipo, aderendo all' "honestà" del terzo tipo, si ottengono taluni esiti propalati di recente. Si parla di "silenzio" dell'Occidente: vero, se la quantità delle parole usate arriva al silenzio dei fatti.

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