sabato 31 ottobre 2015

Gli slogan sono pericolosi.

Congetture e confutazioni, pag. 611: "Combatti l'ignoranza al pari della criminalità". In primo luogo, le ignoranze da combattere prioritariamente non sono le stesse per tutte le civiltà; alcune possono ritenere "sane" determinate ignoranze; in secondo luogo, alcuni potrebbero intendere "al pari" come 'cogli stessi mezzi', imprigionando quindi chi non conosca la teoria einsteiniana della relatività. Attenzione al successo degli slogan.

venerdì 30 ottobre 2015

L'impossibile.

Congetture e confutazioni, pagina 598: "Con soddisfazione di tutti". Ciò non sarà mai.

Un errore?

Congetture e confutazioni, pag. 594: "In un mondo siffatto sussisterebbero ancora uomini più forti e altri più deboli, e questi ultimi non avrebbero alcun diritto legale ad essere tollerati dai più forti". Capisco che questa frase sia motivata dall'esperienza reale del massacro degli ebrei - e non solo - durante la seconda guerra mondiale. Ma a parte il fatto che, proprio perché, diciamo così, la Germania nazista non riconobbe il diritto degli altri stati - tutti - ad esistere, come tipico risultato dell'hegelismo, non sopravvisse più di dodici anni quale organizzazione statale... A parte ciò, qui c'è la classica confusione - presente anche in Norberto Bobbio, che pure era assai specializzato sul tema del diritto - fra diritto naturale e diritto positivo: si pensa che il diritto positivo sia la conversione integrale scritta del diritto naturale, che è - è ritenuto - universale, e quindi è poi facilmente confuso colla legge divina, col che si intende nella maggior parte dei casi ancor oggi - e non soltanto ai tempi di Selden od ancor prima - la legge cavata dai testi sacri della nazione dominante nello stato - le parole 'nazione' e 'stato' a lungo non hanno delimitato lo stesso concetto neppure in quello che oggi è chiamato "Occidente", ed in alcuni non pochi luoghi è tuttora così -. Ora, il diritto positivo nella maggior parte dei casi non coincide: a) col diritto naturale, perché ogni cultura assegna ad esso confini diversi; b) col diritto delle genti, che dovrebbe garantire alcune sicurezze allo straniero in uno stato non suo; c)colla legge divina, date le differenze religiose presenti su questo globo. Il diritto legale, è perciò il diritto che discende positivamente dalle leggi, compromesso fra le più diffuse abitudini delle nazioni cui sono riconosciute libertà - al plurale ben più che al singolare, storicamente - allocate entro i confini di uno stato, al fine di mantenere un ordine pubblico - che non è sinonimo di "civile" - . Dunque, in uno stato che voglia sopravvivere esiste un diritto legale - positivo - che limita appunto positivamente in primo luogo le libertà dei vari cittadini, e riconosce il legale esercizio di alcune libertà, impedendo per lo più quello di altre, anche ai non cittadini - e la cittadinanza all'interno di uno stato non è sempre stata necessariamente (né, eventualmente, sarà) una - ai fini (certo non dovuti a bontà) del mantenimento dell'ordine interno dello stato, che può essere messo a grave rischio dalla ribellione anche non organizzata di una qualsiasi minoranza di residenti - i quali, pur loro, non sono la stessa cosa che 'cittadini' -.

giovedì 29 ottobre 2015

Dispiace...

...doverlo notare, ma nella prassi comprendere, capire le ragioni di un altro non porta necessariamente ad un compromesso. Ovvero, come diceva qualcuno "le tre arti della persuasione funzionano solo con chi è disposto a farsi eventualmente convincere, non con chi è disposto a discutere. Questo perché la discussione può avere l'intenzione di far prevalere quella che è ritenuta la "verità", ossia di convincere altri della propria tesi, non di farsi convincere dagli altri. Tre arti: logica, dialettica, retorica.

La legge.

Quando si scrive: "Scopriva nella massima 'la legge è uguale per tutti' la moralità della dogmatica giuridica", bisogna stare attenti, poiché la legge può anche stabilire che determinate pene per determinati reati non si applicano a determinati soggetti; e la legge rimane uguale per tutti nel de- terminare che ad identico reato non si applica medesima pena nei casi previsti dalla legge stessa.

A leggere...

Congetture e confutazioni, pagina 584: "Tutto ciò che questi progressisti rivoluzionari saranno in grado di fare, sarà di ricominciare da capo il lento processo dell'evoluzione umana (e in tal modo arriveranno forse, dopo qualche migliaio di anni, a un nuovo periodo capitalistico, seguito da un nuovo ritorno allo stadio animale, e così via, per sempre)". Non fosse per il forse e per il fatto che chi critica negativamente l'opinione hegeliana che il sistema che egli propone - la sua declinazione politica - sia insuperabile; se non fossi spinto a credere che sia impossibile che la persona la quale rigetta l'idea marxistica che la proposta socialista sia la forma giusta e definitiva di società; se non mi risultasse incredibile immaginare che colui il quale combatte Mill allorché mostra di aver trovato la forma definitiva di associazione umana; se non ritenessi impossibile una proposta di un certo tipo da parte dell'estensore del libro da cui è tratto il passo, potrei anche credere che le parole qui sopra sostengano la teoria che la società capitalistica per tale pensatore sia la forma di società insuperabile. Da ciò mi sentirei quasi tirato a paradossalmente concludere che da qualche parte Popper in politica fosse un hegeliano, un marxista ed un positivista.

La cosa.

La cosa più scontata di questo mondo pare essere l'eternità. Sembra che tutti, prima o poi, diano per eterno qualcosa.

mercoledì 28 ottobre 2015

Criticare.

Muovere una critica distruttiva a Marx citando un passo di Engels, come se - Walton - fossero il medesimo individuo, per l'elideista è un autentico crimine.

Donde viene.

Spesso frange suo scafo, e in mar si assorbe, / prua dai venti agitata, e di tempesta / non raggiunge il buon fin, salvezza in porto.

Generalizzazioni.

Il discorso popperiano su molteplice e numeri - Congetture e confutazioni, pagina 561 - in relazione a certe popolazioni "primitive", tradisce la confusione (in chi reclama una lingua inequivoca) fra "volontà" e "necessità". Il rilievo stesso che esistono popoli con lingue che esprimono solo "più" e "meno", e non i singoli numeri dimostra che questi ultimi non sono una "necessità", ossia qualcosa che non può non essere: ad alcuni tipi di civiltà può bastare - dato il caso presentato - stabilire che un appartenente ad una comunità è più ricco di un altro, senza stabilire di quanto; mentre può parere insensato nominare con la medesima parola tre tipi di piante, per ciascuno dei quali la loro lingua conosce tre termini differenti. Differenti importanze.

De comico.

E' comica la tendenza umana a trasformare l'abitudine singola, la propensione individuale, la convinzione di parte, in legge necessaria del cosmo.

Un inganno ben fatto.

La grecità antica considerava l'astuzia un pregio, ritenendo la vita un - diciamo così - bene estremamente importante per l'individuo. Sicché definire Ulisse "vile", trattando questo aggettivo come sin- onimo (sun- onoma) di "fraudolento" e, soprattutto, "astuto", è sentimento (sentimentale, sentimentalismo) estremamente antigreco. Tra l'altro, essendo l'eroe greco il discendente umano - notisi - di un dio, è ancor più esposto di una divinità alle passioni che condivide essa con l'uomo. La prima grecità artistica esprime anche la debolezza degli umani migliori - ed un eroe è umano - compresa la più che comune passione nominata vendetta (vedere 'vindicare' in latino ed in italiano "antico") in un padre di cui sia stato scoperto lo stratagemma per rimanere a proteggere un figlio piccolo ed una moglie - codardia in battaglia no, come ci prova l'Iliade -. Al di là del problema meramente artistico di due eroi intelligenti (dei quali uno solo dei due avrebbe potuto trovare la soluzione per la presa di Troia), che l'"autore" del mito ha risolto uccidendo uno dei due, questo vezzo para - medievale di non provare nemmeno ad interpretare le categorie che erano dell'epoca dell'opera e di usarle di nuovo per interpretare l'opera (oppure capire che ogni epoca opera la critica del testo che ha - o del dipinto, o della statua etc. - con le categorie che ha, e non con il testo critico attuale e con le categorie odierne), ma di farle la morale eternizzando le categorie che ci sono sincroniche e sintopiche, è vezzo duro... Romanticismo cristiano.

martedì 27 ottobre 2015

Quando qualcuno...

...riuscirà a presentare un qualsiasi linguaggio in cui ad una parola o simbolo corrisponde uno ed un solo individuo - cioè non “la mela”, ma ciascuna singola mela differente dalle altre - cercherà anche l’elideista di realizzare l'utopia di un parlare non impreciso, non metaforico e non ambiguo.

Esempi.

Mal ricordati, su cui si basa la critica di chi vuol negativamente criticare qualcosa la cui critica negativa può parere condivisibile anche a chi ha un parere negativo su chi ha mal preparato l'esempio da criticare non positivamente.

Contraddizione.

Rimane sempre la preferibilità - logica etc. etc. -.

Doveri civici.

In ultima analisi, imposti dallo stato al cittadino, od al futuro cittadino, come l'istruzione. Colla distinzione, però, fra "pubblico" e "statale", gli stati "liberali" moderni tendono a sottrarsi a quello che tenderebbe a credersi reciprocamente un dovere statale all'erogazione universale al - lungamente, futuro votante - cittadino, del servizio (essendo, teoricamente, lo stato democratico al servizio del cittadino) dell'istruzione, spostando il piano del ruolo a "pubblico", e quindi liberando - o "liberistizzando"? - spazi per il mercato della conoscenza e tutti i possibili sviluppi.

Attenzione.

La frase: "Non accettiamo mai una contraddizione", anche intesa in senso relativamente ristretto, può addivenire a conclusioni pericolose per la convivenza civile.

Ovvero si intende...

...che se una qualsiasi fede religiosa estremizzata è pericolosa, pure una fede eccessiva nell'unilateralità della ragione potrebbe risvegliare prodigi nefasti.

È proprio...

...partendo dall'estremo che qualcuno deve per forza avere ragione ovvero che ci sono sempre tutti gli elementi per stabilire senza dubbio chi ha ragione, e chi senza dubbio no, che si arriva agli sgozzamenti. Vedi anche Il termine....

lunedì 26 ottobre 2015

Non è.

Non è estremamente semplice dimostrare l'erroneità di una tesi - che, in rapporto ad un'altra "asserzione", allorché la contraddice, è un'antitesi -: ci si può trovare anche di fronte ad un netto rifiuto, quando la Logica mina le tradizioni. Persino, si potrebbe dire che esistono più logiche, che presuppongono cose diverse fra di loro come intoccabili. Certe teologie razionali presuppongono che il Dio unico sia una sola persona - si può certo discutere sulla felicità del termine -; altre potrebbero obiettare sulla base dell'onnipotenza divina che non necessariamente la molteplicità delle persone è impossibile in un unico dio - salvo poi introdurre altre impossibilità -. Etc. E la cosa non è solo della teologia, che alcuni contesteranno.

Il termine...

..."servitore" è da maneggiare con cura, anche - e, oserei dire, più - nei confronti dei "più alti ideali".

Come fare polemica contro un'antonomasia.

O a suo favore. Per esempio quando si contrappongono polemicamente "scienza" e "filosofia"; "arte" e "scienza"; "filosofia" ed "arte"; "arte" e "letteratura". Et cetera. Che sono tutti saperi, cioè scienze, ma ognuno vuole la supremazia. E così, via colle antonomasie, e le "dispute fra le arti" - vedi altri post su "arte" e "disciplina" - e la "disputa sulle precedenze", come a Bologna nel 1530.

Far rete.

Alle volte proporre la creazione di una rete è voler confermare una propria supposta supremazia.

domenica 25 ottobre 2015

Letterature.

Letteratura artistica, letteratura musicale, letteratura medica, letteratura filosofica, letteratura letteraria: letteratura.

Senza.

Senza esordio un discorso non ha senso. Si potrebbe dire provocatoriamente che senza esordio un discorso nemmeno comincia; ma basterà dire che se l'ascoltatore stabilisce fin dall'esordio che le cose che ascolta sono indegne d'attenzione, tutto è già finito. Là dove l'esordio non viene costruito appositamente, ciò viene fatto perché il lettore lo creerà comunque.

venerdì 23 ottobre 2015

Circolo.

È quello che mette in relazione convinzione e comportamento.

Il reale.

Un fatto così netto, finché non si chiede di spiegarlo: allora si fa d'improvviso sfrangiato, indefinito. "Sporco".

Dovendo scegliere...

...sarebbe assai più vantaggioso, dal punto di vista geopolitico, stringere un accordo di libero scambio con il Brasile - o visto sembri in corso una trattativa da anni, col Mercosur, piuttosto che con gli Stati Uniti. Non solo con gli USA certi accordi "troppo" liberisti sarebbero invece sconsigliabili. Per motivi esattamente opposti sono comprensibili le resistenze alla concretizzazione di un'area di scambio completamente libero con la UE da parte del Mercosur.

Provincialismo III.

Un articolo a nove colonne su di un pittore ottocentesco. Si può rampognare l'esterofilia d'un paese, quell'atteggiamento che tratta ogni cosa del proprio stato come priva di significato culturale; altro discorso però sì è la roboante esaltazione cosmica di un autore la cui importanza è in maggior parte tale entro ben precisi confini geografici. Anzi, perlopiù il secondo atteggiamento è una "ricaduta" del primo. Infatti, a ribadire, l'articolo esordisce citando l'ultimo premio Pulitzer. Ed ulteriori conferme nel seguito.

D'un adagio popolare italico I.

"Io ti ho messo al mondo, ed io ti ci tolgo". La creazione di un essere in grado di decidere autonomamente da parte di un altro non autorizza a punire la "disobbebedienza" al creatore colla nullificazione del creato - anche se "creato" ha avuto per un certo tempo il senso di servo.

Non necessariamente.

Trattare i morti nelle rappresentazioni guerresche in modo che sia messa in risalto la sanguinosità del combattimento, la metamorfosi in senso orrido del corpo umano come animale, e del paesaggio, significa che chi le tratta è un pacifista. Da commenti temporalmente distanti di critici a Stazio ed a Fattori.

Ossia (Asserti II).

Un "fatto" diviene asserto; ma un asserto non mai - se si intende "fatto" in modo estremamente ristretto - diviene "fatto" (in altro senso, ogni asserto è un fatto).

Asserti.

Congetture e confutazioni, pagina 493: "Consideriamo due fatti possibili che, (per esempio, 'Chunky è intelligente' e 'Sandy è intelligente'), in prima istanza, supponiamo completamente slegati descritti da due asserti X e Y". Tralasciando la punteggiatura, problematica, cui forse dedicherò un altro post, il punto sembrerebbe: l'asserto indipendente più semplice non è appunto "Chunky è intelligente etc."? Quindi, il fatto è l'asserto - anche la descrizione tramite operatori logici è un asserto -; quindi l'asserto è fatto. Non si ha "fatto" senza asserto, almeno nella comunicazione, anche scientifica. Ma l'asserto utilizza un linguaggio necessariamente incompleto, quindi non vi è fatto completamente asserito, od una distinzione chiara tra fatto scientifico (non asserto, comunicato) e non - fatto (puro asserto).

giovedì 22 ottobre 2015

Attenzione.

Attenzione ad una critica ad una propria teoria non significa accoglimento acritico di ogni rilievo ad essa mosso, o addirittura sostituzione integrale della propria teoria con quella formulata dal critico; bensì accoglimento delle parti ritenute valide - dopo attento esame - delle critiche mosse.

Angeleida I 51, 1 - 4.

"Ché se fosse a lor due [l'angelo e l'uomo] poco né molto / rotto il voler quanto più loro aggrada, / fora a la santa ancor Giustizia tolto / l'usar sovra di lor vindice spada". Certo, Erasmo da Valvasone non è rinomato come teologo; ma anche dalla lettura del De malo di Tommaso d'Aquino ricaviamo la "impressione" razionale che il libero arbitrio sia concesso all'uomo - ed alle intelligenze separate - per poterle punire degli errori inevitabili alla loro imperfezione. Altrettanto certamente, un ragionamento ricava l'ipotesi che il libero arbitrio sia stato concepito a posteriori dalla indagine umana come giustificazione del male nel mondo, ma soprattutto della mortalità dell'uomo.

Leggi di natura II.

Di Tolomeo o di Copernico? O di Keplero? Galilei? Newton? Einstein? Per limitarsi all'astrofisica...

Nella comunicazione.

Lo sforzo deve essere compiuto dalle due parti. Una comunicazione senza sforzo è la pia - od ipocrita? - illusione degli sfaticati.

Barriere.

Norberto Bobbio in Ricordo di Piero Calamandrei: "Rompere ogni barriera fra disciplina e disciplina [...] travasare strumenti concettuali [qui il campo assegnato a "concetto" mi pare troppo ampio] nati in un campo ad altro campo, e mostrare [...] l'unità logica del diritto". Peccato, si sarebbe potuto schizzare un movimento del pensiero transettoriale guidato dalle affinità, valorizzante gli accostamenti / trasferimenti fra discipline - tra arti - mentre si nota la varietà entro una disciplina - od un cosiddetto "campo disciplinare", data la tendenza umana all'analisi ed all'espansione da scavo dei nuovi ritrovati in "altrettanto" nuova disciplina -.

mercoledì 21 ottobre 2015

Proposte filologiche XXXIII.

I tre primi canti del Dandolo III 12, 5 - 8: "Del piano in mezo la Natura [h]avia / di rozzeza natia l'essempio spento, / e con la detta man dal marmo stesso / vaso capace al puro fonte espresso"; poiché non vi è alcun riferimento precedente ad una qualsivoglia attribuzione per la "mano di Natura", che giustificherebbe la lezione "detta" a 7, si deve ipotizzare, in relazione al "vaso capace [...] espresso" la lezione "dotta": "e con la dotta man dal marmo stesso / vaso capace al puro fonte espresso". Dove "espresso" vale 'scolpito', 'formato', 'creato'.

Nelle democrazie odierne.

La protesta nei fatti ostativa di circolazione ed altre attività "consuete" viene trattata come pratica brutta e sporca: assai meglio le doglianze scritte con tutti i crismi della forma burocratica. Lungi da me qualificare la scrittura come inutile - anche quella burocratica -; dipende dall'intento dell'esortazione: i sudditi francesi erano esortati alla ordinata composizione di cahiers de doléances. Quali effetti essi avessero (ossia archivistici) si sa.

Può capitare.

Che una scelta singola - ovvero di un individuo -, la quale però implica accordo, sia non condivisa in maniera tale che chi la scelta ha fatto abbia come migliore opzione successiva la rinuncia.

Ammettere...

...la contrattazione sindacale solo "verso l'alto": delle organizzazioni dei dipendenti nei confronti del datore di lavoro privato e pubblico; dei sindacati dei datori di lavoro privati colle strutture statali ma non con i dipendenti - dato il disequilibrio: la forma sindacale serve a ridurre l'inequalità di forza contrattuale risultante dal legame di dipendenza (qualunque) che si ha con l'organizzazione superiore: contrapporre nella trattativa due organizzazioni sindacali (si veda I sindacati...) anche là dove si potrebbe - sarebbe meglio - non farlo, significa riprodurre lo scompenso.

In un sistema in cui...

...la compressione dell'utile colpisce in maniera eccessivamente sproporzionata la parte bassa dei creatori di valore, il capitalismo non è - come voleva Churchill - differenza di benedizione; è pianificare l'azzeramento delle opportunità di "ascensore sociale". Una forma di economia pianificata individualmente od in piccoli gruppi.

martedì 20 ottobre 2015

In sostanza...

...non siamo in grado di uscire dal linguaggio - anche se, in ultima istanza, per spiegare un linguaggio dobbiamo usare una lingua, l'ambito dei linguaggi è più ampio di quello delle lingue -.

Questo linguaggio.

I tre primi canti del Dandolo II 15, 5 - 8: "Sono queste reliquie, in cui discerni / di perduta virtù falsa mercede, / del culto infido empie memorie, e vani / di mendace poter segni profani". Cambiate lingua, il tono di quello che insulta le credenze altrui sulla base di una certezza che è una speranza, una scommessa, difficilmente mancherà.

Alcuni autori.

Alcuni autori ci hanno spiegato che la maggiore vicinanza temporale ad un testo aumenta le probabilità che il testo che studiamo vi si ispiri; maggiore probabilità non significa però esclusività, ossia certezza di poter escludere dalle fonti opere precedenti. D'altra parte, un testimone di un'opera antica più distante temporalmente dalla sua prima trascrizione non è necessariamente testimone peggiore di un testimone ad essa più cronologicamente prossimo, in quanto il testimone da cui il primo deriva può sempre derivare da una attestazione dell'opera meno scorretta (perché passata per un numero di trascrizioni inferiore etc.) del testimone più antico.

Poiché.

Poiché è impossibile esaurire la conoscenza anche solo di una parte d'un settore del potenziale scibile umano, inteso come totalità delle creazioni della mente dell'animale detto uomo, pure in virtù della in vario modo selettiva distruzione condotta dall'uomo stesso sul proprio patrimonio (vedi Trascrizione e selezione)...

Ci insegna...

...la retorica che due - o più - modi "di esprimere ciò ch'egli voleva dire" non sono mai identici; persino l'identico corpo di parola ha, nei varii casi, sfumature diverse, non solo perché a seconda dei gerghi in cui viene utilizzato ha valori differenti - gerghi che non necessariamente si trovano espressi in testi integralmente fra loro separati -; ma perché, in uno "stesso" impianto discorsivo, ripetuto "a contatto" serve, nella maggior parte dei casi, a rafforzare un'espressione; a distanze variabili può esprimere una correzione, limitazione etc. Nel caso dei sinonimi, il margine per cui una parola viene usata in luogo di una altra è ancor più una identità convenzionale e non essenziale. Le parole si sovrappongono e si separano storicamente, ciò che viene considerato identico in un'epoca od in un settore culturale, non lo è più in un altro tempo, in un altro luogo, od in un altro settore dello scibile umano - colle varie combinazioni possibili -.

lunedì 19 ottobre 2015

Ascanio.

Nel senso di dedicarsi alla lettura dell'Ascanio errante di Barbara degli Albizzi Tagliamochi, Firenze Landini 1640. L'anno è prossimo a quello de Il Cosmo ed a quello dell'Enrico, ovvero Bisanzio acquistato. Il che mi ricorda che non ho ancora raggiunto il poema di Giulio Malmignati...

Proiezioni.

"Infelici, folli, mille volte folli quelli, come noi siamo già stati una volta nella nostra storia, che precipitano in servitù, servendosi della libertà per distruggere il regime che la protegge". Di questa frase bobbiesca risalente al 1977 sento bene la preoccupazione, e mi intimorisce che sembri adatta - nonostante non ci siano scontri in strada in alcuni casi; anzi, è più preoccupante - a descrivere la situazione di più d'una fra le attuali "democrazie". Già ho scritto che mi pare - fortemente, fortissimamente - nelle democrazie si debbano ampliare i diritti, non restringerli. La prassi delle elite non tiene mai conto del fatto che, in caso di perdita del potere, le restrizioni incentivate mentre lo si gestiva rischierebbero di manifestare i propri effetti su chi le aveva promosse. Questo benché spessissimo non sia d'accordo con Bobbio.

L'ottimismo del presente.

"In tutti i paesi in cui è avvenuta la rivoluzione borghese, la fase ulteriore del processo storico, così com'era stato preconizzato dal marxismo, non si è verificata". Tralasciando la questione della disposizione delle correlative, con un approccio più "eventualista" si potrebbe scrivere: "*Finora*, in tutti i paesi etc., non si è *ancora* verificata". Non si è ancora trovato il cigno nero.

Di fronte...

...al cambiamento del nome della figlia di Creonte nella Medea di Della Valle da Creùsa a Glauca, ed al facile verso: "Perché spesso impuniti, e Glauca dolce", Ludovico Castelvetro avrebbe protestato in maniera irrisoria.

Dunque in breve...

Si tratta di "economia"; ma ad ogni supposto miglioramento degli strumenti di controllo, le verifiche andrebbero rifatte, perché i risultati potrebbero significativamente cambiare.

Senza farla lunga.

In caso di scrittura con certi intenti, siate parchi nell'esibizione dei mezzi stilistici, ed un poco meno nel loro utilizzo cosciente: questo vi renderà discreti, e comunque alcuni di quei mezzi si inseriranno nel vostro scrivere inconsciamente; tuttavia alcuni "scarti" evidenti possono essere giovevoli.

Curioso (a non rassegnarsi). Anatolia XIV.

Mi sembra di ricordare che esistesse un Kurdistan sovietico, fino a qualche anno fa. Posso rammentarmi male. Di certo so che ora ufficialmente l'Unione Sovietica non esiste più: questo può spiegare alcune scomparse.

Congetture e confutazioni, pagina 412.

"...la teoria non è altro che un insieme di [...] convenzioni". E' consolante, una tale ammissione. Si potrebbe anche dire: "accordo maggioritario temporaneo"; ed infatti, subito di seguito al brano precedentemente citato: "sussistenti fino a quando compiamo qualche progresso"; anche se si sarebbe meglio scritto: "possiamo supporre di aver compiuto qualche progresso, entro i limiti concessici dai nostri strumenti (compresa quella che Popper definisce brevemente "conoscenza di sfondo")".

Alle volte...

...si confonde intuìto con intimo?

venerdì 16 ottobre 2015

L' "originalità".

Nelle convenzioni è ciò cui è tornata, “fenomenicamente”, questa società postromantica, come faceva quella "antica" - VIII secolo a. C. / XVIII secolo d. C.; ed VIII a. C. unicamente per fissare da qualche parte un inizio -; solo che quella lo manifestava. Persino la convenzione dell'essere originali sempre e comunque - e mai lo si è sempre -.

Fini II.

Per esempio, in queste libere società postmoderne c'è la libertà di scegliere la professione: fra una di quelle "richieste dal mercato", che è più ristretto di quel che dovrebbe essere - per esempio certe scelte fanno pensare ad una certa idea di istruzione pubblica approdata alla plebagliesca banalità: "Perché devo studiare una lingua che parlo tutti i giorni?" -. Notare la differenza significativa tra “plebe” e “plebaglia”.

In un paese.

Dalla crescita economica "arrembante", come l'Italia - per esempio - l'accesso al lavoro a tempo parziale dei pensionati è un'idea Geniale onde garantire l'impiego a giovani. Da: "Figlio mio, sarai il bastone della mia vecchiaia"; a: "Papà, sarai il bastone della mia gioventù".

Fini.

Il problema non è la diversità dei fini - diversità degli individui significa appunto diversità di obbiettivi -; è che ad un certo punto alcuni fini si presentano, sorgono come ob(b)- ligatorii, sorgono contro l'individuo, il singolo. Ed in questa società della libertà tendono a formarsi libertà necessarie, necessità libere, liberissimi obblighi, che occupano piccoli spazi, ma crescenti di numero.

mercoledì 14 ottobre 2015

Indizio.

Congetture e confutazioni, pagina 366: "Essi credono che gli enunciati siano nomi di fatti, proprio come certi sostantivi sono nomi di oggetti". Usando nel primo caso il congiuntivo si dice che l'enunciato è incerto; l'indicativo afferma che l'oggetto è certo. Il resto serve a "salvare la futura spiegazione dei fenomeni". Ma in ogni epoca ci sono "non - fatti" che hanno statuto di "fatti", e "fatti" che hanno statuto di "non - fatti". Ed alle volte si forma un circolo.

Le jeu.

'Il gioco'; ma anche: 'la rappresentazione' (drammatica). To play: 'giocare'; 'rappresentare'; 'suonare'.

Se e solo se...

...non esiste per essa alcun "esempio contrario". Meglio : "...se e solo se non ci risulta alcun esempio contrario". Inesaustibilità delle fonti.

martedì 13 ottobre 2015

Già ai tempi...

...di Roma antica si era pensato a uomini volanti più volte. Dunque: qualcosa che non si concepisce; o qualcosa di cui non si ammette l'autopsia da parte di un essere umano? Il pensiero (ed il concetto è pensiero) ha superato la coincidenza con l'esperienza sensoriale da qualche tempo, che si creda o meno ad un piano metafisico - e con "qualche anno" intendo "alcuni millenni" -.

Poiché...

...il "bello" è diverso a ciascun luogo ed a ciascun tempo, certi effetti narrativi non sarebbero forse altrettanto assicurati nella "realtà"; ricavando da ciò altra conferma che la "realtà" può ben essere imprevedutamente fluida.

Degli avvenimenti d'un prigioniero in guerra.

Antonio Caraccio, L'imperio vendicato 1690 XXXVIII 32, 5 - 8: "E s'egli è prigionier, tosto che scosse / dal primo albor le tenebre saranno, / o noi naufragaremo in pari scoglio, / o trionfante il renderemo al soglio". Oppure il nemico sconfitto, per avere almeno una vittoria nel privar l'avversario di una ricercata liberazione, toglierà al prigioniero la vita ed all'esercito opposto un vanto.

Convenire...

...con consuetudini è essere logici nel contesto che ritiene corrette tali consuetudini. Il logos è discorso, quindi persuasione; allorché la tradizione - una relativamente determinata tradizione - ci ha persuasi che un certo modo di procedere è corretto, esso è (neppure diviene, in quanto si tratta di un abito acquisito in fase pre - critica) logico. D'altronde il -testo è il tessuto, la rete, la trama, la disposizione peculiare delle maglie nella quale siamo inseriti e che interiorizzeremo - se vogliamo essere empiristi ingenui - nostro modo. Quando noi analizzassimo il procedimento della critica, potremmo anche concludere che essa sia l'applicazione di un abito - di un altro abito? - ad un diverso procedimento, di soggetto diverso da noi o nostro.

lunedì 12 ottobre 2015

Apparente caos.

Una delle esigenze fondamentali dell'uomo è appunto portare ordine là dove c'è "apparente" Caos. I metodi sono vari; alcuni di essi oggi sono giudicati irrazionali poiché si ammette un unico tipo di razionalizzazione; e quindi, allo stato attuale, lo sono. Ma precedentemente (non di necessità solo sul piano temporale) lo "stato attuale" era diverso. La stipulazione.

Pregevole...

...è generalmente ritenuto ciò che è simile a qualcos'altro, ad un esemplare, piuttosto che ciò che ne è anche solo minimamente differente; e questo persino in una società postromantica che dà ad intendere di esaltare l'originalità, ciò che "non è come tutti gli altri". Questo perché (e)semplifica la gestione, economizza la fatica?

La tabula rasa (Avventatezze bobbiesche II).

Essa è una aspirazione, irraggiungibile quanto l'immutabilità conseguita di uno stato "perfetto" del mondo. Dunque, nessuna generazione riesce a cancellare tutto ciò che l'ha preceduta; e nessuna riesce a conservare intatta una età dell'oro, che solitamente è tale nella memoria di chi la rievoca, o perché "distorce" ciò che ha vissuto, o poiché non vi ha vissuto e perché le sue rievocazioni sono abbastanza frammentarie da poter essere ampiamente migliorabili nelle ricostruzioni. Nel primo caso inoltre, ogni memoria singola differisce dalle altre, più ancora che nel secondo. Ribadisco il tema che le grandi opere hanno bisogno anche delle piccole, e che una certa parte delle grandi è recupero e composizione musiva di parte delle piccole.

Dunque...

Verità temporanea, falsità temporanea - per vari motivi -. Volontà temporanea (la "forma Chigi" e le altre dei Rerum Vulgarium Fragmenta - altrimenti detti Canzoniere - di Francesco Petrarca, od il Fermo e Lucia di Alessandro Manzoni, per esempio). E tutte le conseguenze - tra loro differenti - deducibili.

venerdì 9 ottobre 2015

L'oratoria.

È anche saper sottolineare colla voce le parole giuste.

Qual'è?

Popper, Congetture e confutazioni, pag. 340: "...non basta semplicemente asserire che esiste una descrizione vera, sufficientemente dettagliata". Quand'è che una descrizione è sufficientemente dettagliata? Dipende: a) da quanto è ritenuta credibile, e quindi anche dalla pubblica autorità, di gruppo e personale, di chi la espone; b) dai mezzi di prova disponibili per corroborarla: pretendere che determinate teorie fossero altrettanto incredibili nel 1200 a.C. che oggi, all’elideista pare assurdo. Chi sa quante future assurdità stiamo oggi sostenendo, come Democrito quando parlava di atomi - che tra l'altro, a quanto pare, sono divisibili... - ?

C'è chi dice il contrario: a chi la ragione?

Antonio Caraccio, L'imperio vendicato 1690 XXX 6, 7 - 8: "Ch'a nessun patto il male oprar conviene, / per qual sia fin d'imaginato bene".

La coscienza.

Quando qualcuno osservava che la coscienza occidentale è storicamente condizionata, data l'epoca storicamente condizionata dell' "Occidente" in cui lo dichiarava, riconfermando andava, in linea puramente, esclusivamente teorica - la Svizzera e la Svezia, viste seguire in tempi diversi ai fasti militari ripetute sconfitte, ne trassero una conclusione; la Germania e l'Austria no - un'ovvietà; meno quando esponeva l'opinione di precisi limiti geografici: nemmeno oggi a livello globale c'è accordo sui confini di questa appendice dell'Asia; infatti la filosofia greca è elemento importante della cultura - più che della coscienza -, dell'elaborazione teorica delle tre religioni monoteiste, quindi ha "confini" geografici - di fondo; poi altri elementi peculiari di "sostrato" producono la tanto sottaciuta varietà - decisamente diversi da quelli compresi fra le scogliere dell'Ibernia e lo stretto dei Dardanelli. Poi, per concludere: la coscienza - vedi la correzione sopra - europea non è condivisa dall'orbe intero, non c'è dubbio; così tuttavia è anche per le altre - nelle differenziazioni interne della loro, diciamo così, "trascendentalità" - coscienze.

giovedì 8 ottobre 2015

Superstizioni.

Astrologia--->Astronomia; Alchimia--->Chimica. Utilità dunque scientifica delle "superstizioni". Loro necessità.

Leggi di natura.

Queste s'han da ricercare secondo Berkeley. Antonio Caraccio, L'imperio vendicato 1690 XXVI 59, 7 - 8: "Ed inselvatichito il bosco istesso, / senza via, senza passo, orrido e spesso". Come ha da essere per "legge di natura" il bosco, quale ci dice anche la storia delle parole (inselvatichito < silva, che è uno dei nomi possibili del bosco non solo in latino).

Navigazione pacifica.

Antonio Caraccio, L'imperio vendicato 1690 XXVI 54, 7: "sottratto n'ho lo spaventato abete". Per dire, fin da Ennio, dalla nutrice della sua Medea, d'abete son fatte le navi da guerra - per quanto, parlandosi d'Argo, la prima nave... -; le navi da carico son generalmente di pino. Certo, capisco, la rima...

Ah Orazio, Orazio...

Sulle orme di Marx, di Rodolfo Mondolfo, secondo Bobbio: "E condannando il predominio della politica sull'economia"; ad oggi vediamo i danni del predominio dell'economia sulla politica - anche se per la prima come intesa oggi preferirei il "vecchio" termine crematistica -.

Il retropalco.

Ossia: un sistema di vita, un'idea politica etc. può formarsi e vivere dietro la scena mentre un'altra sta sul palco ben in vista, nonostante ciò che pensano alcuni. Il coro nella drammatica greca canta balla, commenta(=espone la propria opinione cercando di persuadere) mentre protagonista e deuteragonista tentano di sopraffarsi.

Meteorologia.

Antonio Caraccio, L'imperio vendicato 1690 XXVI 10, 1 - 5: "Né più sicuri o commodi ricetti / erano i borghi, e l'abitate valli, / ch'impetüosi più, quanto più stretti / spalancandosi gl'austri a forza i calli / tra mura infrante, e riversati tetti". Dunque, non son solo discipline moderne, come certe branche della geografia, a saper che le vie delle città rafforzano gli effetti dei venti (aumento della velocità del vento al centro del "canyon urbano").

Variazione gnomica.

Quasi ogni madre è bella al suo germoglio.

Il cervello.

Il cervello, protesta stupefatto qualcuno, non spiega chi siamo. Il cervello non spiega (explica; ma anche spia- ga o s- piaga) chi siamo? Ossia non ce lo dice, magari di nascosto? Ma anche, non elimina la ferita della mancanza della totale, non solo descrivibilità - agli altri, bensì autodescrivibilità? A parte che abbiamo perso così tanto delle pubbliche riflessioni dell'uomo sulla propria specie e sul proprio individuo, nonché sul mondo, che ogniqualvolta qualcuno urla agli altri d'aver scoperto qualcosa di sicuramente nuovo, c'è da chiedersi se non stia facendo esercizio di soberbia - e a dire il vero, posto che non si può leggere e vagliare comunque tutto, tal riflessione vale anche per la contemporaneità - non è che si chiede troppo cerebri humani et alla humana favella? Limitandosi alla dolorosa e splendida casa in cui ci muoviamo.

Dove?

Arturo, ne puoi bene aver tu gioia, di pianger questo tuo profondo pianto, perché il fato del tempo ti procura di rinnegar da te quanto tu dici, e d'aver gioia infin di tanti duoli; sicché ove somiglia a te l'isfortunato Durante, è solo nel lamento crudo, e non nel suo feroce rio destino.

mercoledì 7 ottobre 2015

Avventatezze bobbiesche I.

Ossia di Norberto Bobbio: "I nostri diversi umanismi sono sempre stati concezioni dell'uomo nel senso ristretto della parola"; e: "Les incovenients que les femmes sachent lire". Una fimmina - per ribattere sarcasticamente a Marechal - che sappia leggere il latino ed avesse od avesse avuto voglia di rispondere replicherebbe - od avrebbe subito replicato - che in italiano la parola 'uomo' ha un significato (per così dire) troppo ampio, perché noi rendiamo con 'uomo' due parole latine: 'homo' e 'vir'; ma fra le due quella del significato più ristretto è 'vir', non 'homo', che l'ha sostituita pressoché totalmente - pressoché, sia chiaro -. D'altronde si guardi ai mutamenti di significato di 'mulier', 'domina', e 'foemina' in ambito neolatino, coll'ampliamento per esempio dell'applicazione del secondo termine e la specializzazione del primo in italiano etc. etc. etc. Popper del significato può pensare ciò che vuole; ma il mutare storico d'esso continua a spiegare alcuni dettagli.

1690.

Caraccio pare non aver compreso la funzione dell'episodio nel poema eroico, dato che i canti XXI - XL della seconda versione dell'Imperio vendicato sono posti dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei crociati.

Arabi.

Checché ne pensino a "La Repubblica" - Mercoledì 7 Ottobre, pagina 51: "Il Salone del libro..." -, l'Iran non è un paese arabo, perché il persiano non è una lingua araba né semitica, benché usi l'alfabeto arabo. L'Iran è un paese islamico.

martedì 6 ottobre 2015

Dello scisma.

Secondo Popper non vi è alcuna testimonianza di uno "scisma" fra Talete ed Anassimandro, nonostante la critica del secondo al primo. A parte l'osservazione che, tendenzialmente, maggiore è la distanza temporale dalla cultura che si studia, più è frammentaria la ricostruzione complessiva di tale cultura; bisogna altresì tenere conto dei fatti: a) che le testimonianze possono inserire regolarità studiate (il successore, o il successore più importante di un maestro che nasce mentre il maestro muore, od in tempo per raggiungere l'acme alla morte del maestro); b) le esposizioni scolastiche tendono a restituire un panorama più piatto di quello reale: basta guardare all'idea, al concetto scolastico dell'aristotelismo cinque / seicentesco.

Presocratici.

E perché non - in vece - Socrate come postionico - non post sofistico, essendo sofista -? Essenzialmente, la posizione dei vari autori è relativa all'autore che si studia, il quale, per quanto inseribile in una tradizione, ha una propria posizione particolare all'interno di una "corrente" - ma la corrente non ha una velocità identica in ogni suo punto - e dà adito ad una propria tradizione particolare.

Ottocentoundici anni fa una capitale, od oggi una veneranda rovina?

Antonio Caraccio, L'imperio vendicato 1690 XX xcvii, 1 - 2: "Vedi colà le predatrici mani / abbatter rocche, e diroccar colonne". Costantinopoli 1204, od altro più recente?

lunedì 5 ottobre 2015

Problema.

Non ho mai capito perché un essere eterno, onnipotente, perfetto etc. dovrebbe obbligatoriamente essere provvidenziale; e poi perché verso un essere da cui lo separa una distanza evolutiva in proporzione maggiore di quella che separa quest'ultimo da una pietra. È questo che affratella due parti che vogliono presentarsi come abissalmente distanti.

Sintetico.

Se spiace da vicin, poi da lontano / dispiacerà quel che lontano piacque.

Vecchia opinione.

L'imperio vendicato 1690 XII 24, 7 - 8: "ma disegnò, dandola in moglie al figlio, / cangiarle in liete nozze il tristo esiglio"; oggi si sa che le nozze possono essere peggiori del pessimo esilio, persino quando siano volontarie.

venerdì 2 ottobre 2015

Tutto questo dibattersi...

...per convincere l'uditorio che una spiegazione "temporaneamente sufficiente" è lo stesso che una spiegazione "vera" - e difatti Popper in Congetture e confutazioni non usa mai la parola "completa" -.

Di più.

Non tutto. La conoscenza umana è "sempre maggiore approssimazione", non mai descrizione esauriente di ogni parte del singolo e di tutti i fenomeni.

I sindacati..:

...sono una brutta cosa, dicono; quindi le associazioni di industriali sono il male.

Fatto.

Ogni libro è un fatto; persino quello di cui abbiamo solo il titolo, perché - come i pianeti - ha avuto un influsso; tuttavia, bisogna maneggiare i libri con cura, e stare attenti a fare di pochi brani staccati, ricavati a volte da citazioni non dirette, libri "interi" (appunto), intere teorie e sistemi nel dettaglio articolati.

giovedì 1 ottobre 2015

Problemi d'una tesi.

"Dal non volere il mal, volere il bene". Stranamente, alle volte non si trasforma in: "Dal voler il suo ben, non voler male".

Ma la matematica...

...è segno, è linguaggio è convenzione (d'altronde, se è logica, non altro è che discorso; quindi, di nuovo, linguaggio, accordo); e persino, essa è, infine (per ammissione dei matematici stessi) tautologia - uno scritto sulle "due tautologie" è in attesa di uscire dalle bozze -. Certo, ancora nel 1952 Popper non era sicuro che la matematica "pura" fosse "un ramo della logica tautologica".