martedì 20 ottobre 2015

Ci insegna...

...la retorica che due - o più - modi "di esprimere ciò ch'egli voleva dire" non sono mai identici; persino l'identico corpo di parola ha, nei varii casi, sfumature diverse, non solo perché a seconda dei gerghi in cui viene utilizzato ha valori differenti - gerghi che non necessariamente si trovano espressi in testi integralmente fra loro separati -; ma perché, in uno "stesso" impianto discorsivo, ripetuto "a contatto" serve, nella maggior parte dei casi, a rafforzare un'espressione; a distanze variabili può esprimere una correzione, limitazione etc. Nel caso dei sinonimi, il margine per cui una parola viene usata in luogo di una altra è ancor più una identità convenzionale e non essenziale. Le parole si sovrappongono e si separano storicamente, ciò che viene considerato identico in un'epoca od in un settore culturale, non lo è più in un altro tempo, in un altro luogo, od in un altro settore dello scibile umano - colle varie combinazioni possibili -.

Nessun commento:

Posta un commento