lunedì 12 ottobre 2015

La tabula rasa (Avventatezze bobbiesche II).

Essa è una aspirazione, irraggiungibile quanto l'immutabilità conseguita di uno stato "perfetto" del mondo. Dunque, nessuna generazione riesce a cancellare tutto ciò che l'ha preceduta; e nessuna riesce a conservare intatta una età dell'oro, che solitamente è tale nella memoria di chi la rievoca, o perché "distorce" ciò che ha vissuto, o poiché non vi ha vissuto e perché le sue rievocazioni sono abbastanza frammentarie da poter essere ampiamente migliorabili nelle ricostruzioni. Nel primo caso inoltre, ogni memoria singola differisce dalle altre, più ancora che nel secondo. Ribadisco il tema che le grandi opere hanno bisogno anche delle piccole, e che una certa parte delle grandi è recupero e composizione musiva di parte delle piccole.

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