mercoledì 4 novembre 2015

Il paradosso di "Socrate".

Il quale, se sa di non sapere, dunque sa di non sapere, e perciò qualcosa sa; inoltre, i dialoghi platonici inscenano la scoperta di una scienza (=sapienza, conoscenza) incompleta. Ma una conoscenza incompleta è anche dello scienziato naturale odierno circa il suo sempre più ristretto campo di indagine specializzato. Un atteggiamento di filosofo della scienza che pretende: a) la mancanza di interferenze e di giudizio (pericolosità dell'opinione pubblica, che è un "concetto" appositamente non molto - troppo? - definito); b) che pretende un "linguaggio" - cioè una lingua, poiché il filosofo della scienza in questione usa, nonostante la "precisione", i due termini come sinonimi - inequivoco ed aretorico; è un filosofo della scienza che condanna, per quanto a lungo andare, la scienza all'insterilimento e, inoltre, mi ricorda un passo hegeliano sulle lingue.

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