giovedì 12 novembre 2015

Minoranze II.

Se si volesse quindi proseguire il discorso, si potrebbe dunque essere propensi a dedurre: 1) Che ciascun individuo sia un sinolo di varie minoranze contemporanee; 2) che ogni gruppo sia una congerie - o qualcosa di molto simile - di minoranze individuali; 3) che ogni maggioranza areale (religiosa, filosofica, linguistica, disciplinare) sia perciò condannata ad essere, rispetto al complesso umano, minoranza invariabilissimamente, costretta a limiti spaziali ed ancor più temporali insuperabili: parrebbe decisamente più sano, preso atto di quanto precede, "rassegnarsi" quantomeno alla pluralità delle visioni moventisi in una dialettica di rinnovamento / conservazione, per cui la tradizione viene lentamente modificata eppure rimane in parte nella nuova forma, al limite inconsciamente.

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