giovedì 17 dicembre 2015

La vecchietta di Pascal.

E' dessa quella che si comporta come se Dio esistesse. Ora la domanda che a me par ovvia - ed in effetto invece non è tale per la maggioranza - è: quale fra i tanti (tante) dei (dee) possibili, con altrettanti sistemi "morali" al seguito? Dire: "Quello tradizionale al mio ambiente", significa un dio di comodo - anche, in alcuni casi, un dio necessario a salvarsi la vita -. Significa puranco, aggiuntivamente, che meglio faremmo a sospendere il giudizio, dato che ogni teologia razionale arriva alla dimostrazione del "proprio" dio solo a costo del salto logico - anche ammesso sia necessario pensare ad un Uno infinito alla fine dell'Infinito risalire il Molteplice; ma significherebbe forse pensare anche alla necessità di una Trinità e di una Dualità, ancor più? - salto che si impone nei monoteismi: "Deus unus est; ergo Deus meus est": anche nelle religioni abramitiche, che teoricamente riconoscono di parlare dell'identico dio ma poi si dividono sul modo della sua Uni(ci)tà, sicché... Tutte queste teologie razionali, di fronte alle opposizioni pure di altre teologie razionali che ugualmente adottano il salto logico di cui sopra, si inverano necessariamente nella teologia scritturale, nella teologia rivelata, nella teologia tradizionale. Ed un dio in cui facile è credere soprattutto per tradizione è anche un dio che è semplice credere che si debba imporre agli altri.

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