mercoledì 27 gennaio 2016

E' proprio vero.

Che si sente la mancanza di qualcosa o qualcuno solo esperimentando la sua assenza: come per il latino e la filosofia quali materie pubblicamente insegnate. Certe proposte circolanti oggi in Italia non esisterebbero, se le materie del cui stato si discute avessero conservato ancora intatta la propria posizione curricolare. La "lotta" precedente(?) esprimeva comunque il naturale umano tendere alla semplificazione: e ciò espresso da chi sostiene la varietà quale necessaria. Il greco insegnato allo stesso livello per il quale si richiede la reintroduzione del latino, per esempio, non farebbe male. E la varietà delle lingue "vive", anche solo come possibilità di optare, di scegliere. Et cetera.

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