venerdì 8 gennaio 2016

Polemica.

L'inutile polemica odierna sulla dannosa - per i quotidiani - richiesta della competenza in francese per gli aspiranti ad un impiego pubblico in Val d'Aosta: a) conferma quanto scrissi tempo fa, cioè che gli stati democratici odierni - Italia compresa - formalmente tutelano le minoranze linguistiche storiche comprese all'interno dei propri confini (sarebbe utile perciò estendere tali tutele formali direi almeno allo "albanese", e - perché no? - al sardo, tendenzialmente nella variante logudurese, nella Repubblica Italiana),ma nei fatti non sembrano opporsi più di tanto all'inerzia omologativa che concretamente tende a cancellare le isole alloglotte. b) per ciò stesso, il bilinguismo non è forte dove potrebbe e teoricamente dovrebbe essere. c) le isole alloglotte non sono sfruttate come via al plurilinguismo dei parlanti nativi (per così dire) italiani etc. La francofonia - ormai minoritaria - della Val d'Aosta quindi non dovrebbe essere affatto vista come un problema, il bilinguismo italo - francese andrebbe consolidato, come quello italo - tedesco ed italo - ladino, anche in vista (nei primi due casi almeno; ma teoricamente non solo) della tanto amata dal centro burocratico del paese revisione al ribasso della spesa e dimensione europea dell'Italia. Dal punto di vista teorico si potrebbe approdare quantomeno ad un europeo trilinguismo degli italiani senza uscire dai confini. Capisco che la cosa, a strutture che "vedono" solo l'inglese, non interessi affatto.

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