giovedì 14 gennaio 2016

Possibile.

Ascanio errante XI: 62, 3 - 4 "discontento / si stava il vecchio re con meste ciglia"; id., 8: "ch'increspò verso me il turbato ciglio"; 63 5 - 8, 64, 1 - 5: "ond'ei con cenno di vindice mani / legar mi fece come rio ladrone; / e, senz'altro processo, io fusse uccisa / diede commission chiara e precisa. // Senza considerar che meglio fora / aver contezza del suo caro figlio, / per poter trarlo di periglio fuora. / Fero, privo di senno, e di consiglio, / die' tal sentenza". Si confronti la notazione di Brunetto Latini su coloro che non sanno controllare la propria ira, in Tesoretto 2673 - 82: "Perciò, amico, penza / se 'n tanta malvoglienza / ver' Cristo ti crucciasti, / o se Lo biastimiasti, / o se battesti padre / od afendesti a madre / o cherico sagrato / o segnore o parlato: / cui l'ira dà di piglio, / perde  senno e consiglio", in specie gli ultimi tre versi.

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