mercoledì 10 febbraio 2016

Difetto stilistico.

Giovanbattista Pescatore, La morte di Ruggiero XXXII lvi, 7 - 8 / lvii, 1 - 3: "si sente il cuore in gioia, in allegrezza / cangiato, dianzi pien d'ogni tristezza. // E vinto da improvisa tal dolcezza, / le labbra apena per parlar può aprire, / da gli occhi, da la somma alta allegrezza...". Già usare il medesimo finale di parola (rima) in due ottave consecutive non è prova di ricchezza verbale a disposizione; se poi si incorre nella rima identica (lvi, 7 / lvii, 3) a meno di forti ragioni di focalizzazione sul particolare, il difetto viene esaltato, pur ricordando le osservazioni di Lausberg.

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