giovedì 17 marzo 2016

Chiaro come il sole.

Vincenzo Brusantini, Angelica innamorata XXX cviii, 1 - 4: "Nel mezzogiorno, ne l'uscir del bosco, / incontrò un cavallier con l'elmo in testa, / che per impresa un sol in penne fosco / portava sculto in ricca sopravesta". Il cavaliere è una guerriera di nome Bellisaria. Il generale Belisario ne L'Italia liberata da' gotti di Giangiorgio Trissino è a capo della Compagnia del sole, il gruppo di migliori guerrieri nel campo bizantino, i quali portano tutti per cimiero un sole. Si veda L'Italia II,405 - 07: "Ε perché ogniun di questi avea ne l’elmo / per suo cimiero il sol, però da tutti / la Compagnia del Sole eran chiamati". Ora, se si esclude la variazione (per cui si veda il post "L'originalità della variazione") del sole "sculto in ricca sopravesta", io non riesco a non vedere in queste due coincidenze una piccola citazione - omaggio di Brusantini a Trissino, che alla prima comparsa di Bellisaria in scena era solo un sospetto: siamo verso la fine del poema, stampato nel 1550, ossia due anni dopo che si era conclusa la stampa del poema di Trissino.

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