martedì 22 marzo 2016

Hybris.

Ogni cultura va incontro a due possibili eventi relazionali: o, ignorando le proprie differenze interne, propone quei criteri individuati come più condivisi quali principi da adottare comunemente a livello universale, e quindi fa ciò anche quella che attualmente viene definita "civiltà occidentale"; oppure uno sguardo "esterno" ne semplifica la complessità per i più vari fini, onde renderla facilmente spendibile a scopi interni. Ognuna di queste interpretazioni, varie sincronicamente e diacronicamente, per quanto il loro motivo sia comprensibile ed il comparir loro sia inevitabile, è umiliante per la civiltà "analizzata" - ma in realtà racchiusa in comode bustine dal contenuto solubile nell'acqua dei cervelli umani, come del the industriale - e pericolosa, se mantenuta appositamente ad un simile livello ed utilizzata in tale forma.

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