mercoledì 30 marzo 2016

Illusioni (?) cinquecentesche.

Panfilo de' Renaldini, Innamoramento di Ruggeretto XXII xxix, 7 - xxxii, 7: "Che sol d'Italia, fermo e principale / fondamento, e di sue forze reale. // Sede d'ogni superbo e grave impero, / e de l'altezze tutte ancor del mondo, / perché di lei chi tiene il scettro vero, / convien per forza aver di tutto il mondo / la monarchia e reggimento intero, / per esser la fortezza e fior del mondo, / come già fecer tanti imperadori / romani, e in fine di qua giù signori. // Ch'in quella sta riposto pienamente / tutto ciò che bramar un signor possa / per essaltarsi, e porsi arditamente / in una monarchia di tanta possa. / Tal che, se un capitan saggio e valente / fusse signor pacifico (rimossa / ogni ostinata sua ferma sciocchezza), / forza non le varrebbe a sua grandezza. / Né la tua gravità, né tutto il resto / de' cristiani vi saria possente / di far un tanto impero afflitto e mesto, / né di mirarlo pur con aspra mente. / E le ragion particular di questo / più volte son fra noi state altamente / discorse, onde redir più non accade". Tre secoli circa dopo, l'Italia ha raggiunto l'unità; ma, o non si son visti capitani validi, o l'Italia non era già più quella d'un tempo ed era stata vagheggiata risorgere per secoli. Almeno, così sembra.

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