martedì 29 marzo 2016

Proposte filologiche XLVI.

Panfilo de' Renaldini, Innamoramento di Ruggeretto XVI lviii, 1 - 3: "Avea di quel bambino il bel parlare / di Cino molto l'animo addolcito, / tal che 'l conoscimento (a quel ch'apparve)"; come si vede, la rima A non è corretta al verso 3. Il verso 5 ha un infinito sostantivato (il mormorare); apparve è la parola - rima del verso 5 dell'ottava precedente. E' motivato dal tempo storico del verso successivo (4: stat'era ad altro tempo differito); ma l'infinito in rima al posto del perfetto - la rima in infinito è la tipica rima facile - non è immotivato. Si legga 3 - 4: "sicché l'emissione della sentenza (a quel che appare),/ era stata rimandata ad altro tempo", e quindi si ripristini la rima con appar[v]e.

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