venerdì 15 aprile 2016

I moventi politici.

Bisogna presumibilmente distinguere due moventi politici in un organismo teocratico, tanto più quando vuole espandersi. Quello dei vertici che è assai probabile, per non dir certo, copra pensieri ed obiettivi piuttosto terreni ed individuali sotto la cappa della religione; e quello della assai più ampia base, spinta ad un rivolgimento dello status quo tutt'altro che perfetto dalla contrappositiva propaganda - si ricordi infatti che il termine si riconnette non a caso in Propaganda fide - che collega appositamente, nel suo indirizzarsi ai fedeli, la povertà e l'esclusione da un determinato livello di vita oltre la mera sussistenza ad un "complotto" generalizzato degli altri, e generalizzante - tutti gli altri ne fanno parte, senza controllare eventuali differenze -, il cui motivo viene appunto identificato (si veda la differenza elideistica fra uguaglianza ed identità) nella religione, mentre si tratta semmai di motivi plurimi connessi perlopiù alla stabilità - rimandiamo per una cosa breve a Questo bisogno -. Contrapposizioni meno forti ma simili nel meccanismo, anch'esse sfruttate per aggregare il consenso, sono già in precedenza state impiegate a scopi "politici" (politica che è quella di palazzo schizzata in Il consenso del popolo ed Impegno per far due casi, però) per esempio in Italia, approfittando della topografia economica cittadina, per cui gli "estranei" concentrandosi a causa della accessibilità economica degli immobili e praticità degli spostamenti ad ogni ciclo migratorio in certe zone più o meno ricorsivamente individuabili, potevano facilmente essere messi all'interno di un bersaglio: quella fra "campagnoli" e "cittadini" prima, quindi quella fra "settentrionali" e "meridionali". Capire dunque il punto per cui il problema non è la provenienza geografica o l'appartenenza religiosa riflessa spesso in topografia, bensì lo sfruttamento della loro semplificazione - non di rado, anzi, da parte di settori di entrambe le parti - per strumentalizzare l'appartenenza al fine di pochi, quando non di un ben singolo (invero di vari singoli). Poiché si può mentalmente dividere all'infinito, per poi usare tali divisioni su di un altro piano... Il vecchio detto latino.

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