venerdì 15 aprile 2016

Il Graziano...

...nel terzo libro de Di Orlando santo vita e morte..., lxxxiii, 1 - 2, s'inganna. Leggiamo: "Cosa brutta mortal occhio non vede, / ché cose belle vol sempre d'appresso". Invece la cosa brutta è vista, e scartata. Ma per quanto si siano scritte più migliaia di pagine trattanti i principi dell'estetica "volgare", tuttavia non s'è - fortunatamente - ancora raggiunta sul tema l'unanimità, ragion per cui alcuni rincorrono ciò che altri apertamente fuggono. Nel verso 1 porrei la cesura dopo la quarta sillaba, unendo anche logicamente "mortal" ad "occhio".

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