martedì 12 aprile 2016

Nel momento...(Sulla dialettica moderna V).

...in cui una delle caratteristiche principali dello Stato hegeliano appare essere il suo far rispettare le leggi colla Forza, il cui utilizzo è autorizzato dal "fatto" che esso è la manifestazione dello Spirito del popolo nel mondo, della sua Morale, che è unica e fissata appunto nelle Leggi, ne risulta "logicamente" che lo stato hegeliano è Dominio, cui l'individuo è Suddito. La scelta - che, dalla prospettiva descritta, non esiste - è quella fra essere un Suddito consenziente e soddisfatto, oppure un ribelle insoddisfatto e dissenziente: ma allora la forza dello Stato è utilizzata per cancellarti, e questa cancellazione è ritenuta legittima. Ma questo all'elideista pare evidente anche solo ad una prima lettura della Fenomenologia e della Enciclopedia ultima. Solo se, per richiamare Lucano, il ribelle è più forte dello Stato stesso, allora il dominio di quest'ultimo sarà negato; e tuttavia, poiché il ribelle nella maggioranza dei casi si impossesserà dello Stato e ne modificherà la struttura di comando a proprio vantaggio senza rinunciare alla giurisdizione, il Dominio cambierà per lo più forma, basi su cui verrà fondato ed incarnazione, ma poco d'altro. Se lo Stato è, come pensa qualcuno, una "massa gerarchizzata" nella quale, in modi diversi, ogni livello della gerarchia acquisisce dei privilegi, fra cui il principale sarebbe impartire comandi virtualmente incontrastabili - soprattutto attraverso rituali burocratici - ai livelli inferiori, il problema principale di ogni individualismo filosofico è trovare il modo di spezzare il meccanismo per cui esso non cancella le gerarchie, ma solo muta l'ordine interno della piramide del Dominio.

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