giovedì 5 maggio 2016

Dei due Primaleone.

Ludovico Dolce, Primaleone figliuolo di Palmerino 1562 XXXVII lxiii, 1 - 8 : "E fe' pensier la sconsolata figlia / di condurre a Olorico, ch'è Soldano / di Babilonia, forte a maraviglia / e di consiglio, e con la spada in mano. / E posta in mar, Fortuna, ch'assottiglia / sempre il poter di lei noioso e strano / in offendere i miseri, confonde / e turba del gran mar le instabil onde". Primaleon 1534 III xxv: "y /la Reyna acordò de embiar esta infanta al Soldan Olorique de Babilonia a le deman / dar ayuda, porque era su pariente; y ella con dozientos cavalleros entrò en la mar: y la / Ventura, que es esquiva contra aquellos que le plaze [...] gran tormenta en la mar". Si noteranno alcune differenze, per cui il vertere non è un tradurre come si intende oggi in senso letterale; ma attiro l'attenzione sul brano "e di consiglio, e con la spada in mano", sottolineando che l'opera di Dolce fu stampata nel 1562, prima di "col senno e con la mano" della tassesca Gerusalemme liberata. Ora leggiamo quanto segue: "gran bene, e col consiglio e con la spada, che è L'Italia liberata da' gotti XIV, 831, di cui i primi due volumi furono pubblicati nel 1547. La nota su "spada e consiglio" manca nel Primaleon e compare invece in Primaleone XXXVII lxiii, 4. Potrebbe l'opera trissiniana essere fonte di una delle variazioni del testo di Dolce?

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