martedì 31 maggio 2016

La direttura.

Comedia di Dante degli Allagherii col commento di Jacopo di Giovanni dalla Lana bolognese, Paradiso XXVI:"la quale direttura si era che la ragione che era in l'uomo si era suddita a Dio, le possanze dell'anima erano suddite alla ragione, le possanze del corpo erano suddite all'anima, e così ordinatamente ogni minor possanza o virtude era suddita alla ragione". Or, direbbe alcuno che, se la ragione corrisponde all'ordine del mondo, non doverebbe abbisognare che l'omo avesse la ragione suddita a Dio, ma, nel grado più eccellente dello libero arbitrio che a Deo ricevé, compiere le azioni correttamente sua sponte sanza alcuna sudditanza. Come in certuni degli altri post odierni, anche qui si vede che o si ammette che non vi è un'unica logica, o non si spiega, se si parte dal presupposto che l'uomo, di fronte all'unico ragionamento effettivamente corretto, non possa sottrarre il suo assenso - costruendo il ragionamento su altre basi, anche studiatamente opposte a quelle ammesse dalla tradizione: geometrie non euclidee - non si spiega in che modo abbia potuto peccare, anche considerando che sopra si discute di un uomo che parla con Dio, non ha ancora perduto il suo udito.

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