martedì 17 maggio 2016

Un'immagine.

Mario Reitani Spatafora, Il Rogiero in Sicilia III 58, 1 - 2: "Che più? Poco mancò che non rompesse / la flegrea gioventù l'atra prigione". Già notavo circa un altro autore una specie di compiacimento nella descrizione degli Avversari (Giovanni Carlo Coppola, in "Curioso"); ma questa della gioventù infera mi giunge piuttosto nuova, nella sua mancanza di tratti orridi - che, come spiegavo in una critica inedita ad una introduzione alle Dionisiache di Nonno, non sono necessari: uno stile ampio non è uno stile che deve inevitabilmente descrivere, è uno stile che spesso si dà all'acribia, ma che alcune volte per varietà, sorvola; qui per esempio Spatafora aveva tratteggiato i demoni poco prima -.

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