martedì 14 giugno 2016

Bona espugnata IX xvii, 4.

"Dal fulmine precorso esce il baleno". Altrove mi pongo il “rovello”, avendo letto un'opinione che pare interpretabile in un senso per cui se una risposta non fornisce una soluzione, è dubbio che possa ritenersi una risposta (un poco come quel diffuso rimbrotto italico che dice: "non si risponde ad una domanda con un'altra domanda"), se il ruolo del maestro sia ergersi come colui che possiede la sapienza, o se non possa impostare un metodo per cui propone al discepolo di seguire la ricerca sull'argomento e trarre le sue conclusioni. E' un tema che risale, nella sua prima proposta non esplicita, alla prima stesura del primo capitolo della tesi di dottorato, rifiutata proprio perché si strutturava su citazioni di testi di critici cinquecenteschi messi quasi di seguito l'uno di fronte all'altro nelle loro differenze interpretative di uno stesso tema, intervallando con una interpretazione di quali fossero le differenze fra i diversi interpreti sulle varie questioni etc. Tutto ciò in quanto l'opinione maggioritaria su quei critici era stata quella che essi fossero un monolito che congiurava per assiderare il dibattito. Certo, almeno uno dovette fuggire in Svizzera. Qui dunque cito, ma non "considero". Chi vuol domandarsi la risposta (od anche la domanda) che sta "dietro" la citazione...

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